Pellegrini con cani guida rifiutati dalle suore di Acquapendente
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Volevano percorrere il cammino della Via Francigena, ma hanno dovuto rinunciare perché una struttura di Acquapendente (Viterbo), la Casa di Lazzaro, ha respinto la loro prenotazione motivando il rifiuto con la presenza di due cani-guida. E’ la spiacevole vicenda capitata in questi giorni a 15 pellegrini non vedenti dell’associazione “Disabilincorsa”, due dei quali, appunto, erano accompagnati dal loro animale. La Casa di Lazzaro è una struttura gestita da religiose – si trova nel vecchio convento di Acquapendente opportunamente restaurato – e dà il nome a una Onlus “aperta ai bisogni del territorio, disponibile ad offrire un ambiente familiare che accoglie, ascolta, condivide, accompagna”. Tutti, tranne i non vedenti insieme con le loro “guide a quattro zampe”. Eppure, sottolinea Enpa, alla responsabile della struttura, Suor Amelia Cerchiari, era stato ricordato che per un preciso obbligo di legge i cani guida devono seguire il loro proprietario in tutti i luoghi aperti al pubblico.

Enpa, che ha raccolto e che si è fatta portavoce dello sconcerto di Disabilincorsa ha attivato il proprio ufficio legale con una diffida inviata alla struttura. Il rifiuto di accogliere i cani guida – si legge nella diffida – non rappresenta l’esercizio di una facoltà, ma configura una grave violazione normativa (leggi: 34/1974, 376/1988, 60/2006), per la quale è prevista una multa da 500 a 2.500 euro.  L’auspicio dell’Ente Nazionale Protezione Animali è che le religiose della “Casa di Lazzaro” tornino sui loro passi e consentano ai pellegrini non vedenti con cani guida di compiere il loro cammino; se così non fosse l’Ente Nazionale Protezione Animali è pronto ad andare fino in fondo con il proprio avvocato, Claudia Ricci.

«Sono sconcertata dalla facilità con cui nel quotidiano vengono disattesi quei bei valori e a quei nobili principi cui l’associazione “Casa di Lazzaro” dichiara di ispirarsi . In questa brutta storia – commenta la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – le norme di legge c’entrano fino a un certo punto. Da chi proclama di essere chiamato a portare “Cristo là dove c’è peccato e dolore, dove c’è ingiustizia e ignoranza, dove c’è indifferenza a Dio” mi sarei aspettata un’accoglienza senza se e senza ma per i non vedenti e per i loro cani guida. A prescindere da eventuali obblighi di legge. Perché la vera solidarietà è a priori e non fa discriminazioni tra situazioni di disagio».

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