Giornata Mondiale dell’Ambiente: i meriti della Cina e la realtà dei fatti
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Oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente, giunta alla 47ª edizione. Proclamata nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione dell’istituzione del Programma per l’Ambiente, venne celebrata per la prima nel 1974 con lo slogan Only One Earth. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è l’inquinamento atmosferico, e per l’occasione è stato lanciato l’hashtag #BeatAirPollution.

È l’occasione per riflettere su come possiamo cambiare la nostra vita quotidiana per ridurre la quantità di inquinamento atmosferico che produciamo: ogni anno, migliaia di città, scuole, organizzazioni non governative, imprese e gruppi organizzano eventi creativi e divertenti per ispirare ulteriori azioni.

Madrina delle celebrazioni in tutto il mondo sarà la Cina, oggi divenuta – secondo Unep – un modello di innovazione ed esempio da imitare nella lotta contro l’inquinamento atmosferico, capace di “incitare il mondo intero ad un’azione più ampia per salvare milioni di vite “. Ogni anno 7 milioni di persone nel mondo muoiono a causa dell’aria inquinata. Mentre la metà dei veicoli elettrici globali e il 99% degli autobus in tutto il mondo circolano in Cina.

“La Cina è un grande padrone di casa per le celebrazioni della Giornata mondiale dell’ambiente 2019″, così il vicedirettore del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP, United Nation Environment Programm) Joyce Msuya, in occasione dell’annuncio. “Il paese ha dimostrato una straordinaria leadership nell’affrontare l’inquinamento atmosferico a livello nazionale. Adesso può incitare un’azione più ampia da parte del mondo intero. L’inquinamento atmosferico è un’emergenza globale che colpisce tutti. La Cina ora guiderà la spinta e stimolerà l’azione globale per salvare milioni di vite”.

La Cina, secondo dati UNEP, con il suo crescente settore dell’energia verde, è emersa come leader nel problema dei cambiamenti climatici, anche se si tratta del secondo Paese più inquinato dopo l’India). È vero che a livello globale, essa possiede metà dei veicoli elettrici e il 99% degli autobus elettrici del mondo, ma è vero anche che il Paese fatica a raggiungere i suoi obiettivi negli ultimi mesi, specialmente nelle 39 città che si trovano nelle zone di controllo dell’inquinamento settentrionale di Pechino-Tianjin-Hebei e nella pianura di Fenwei, dove le concentrazioni medie di PM2.5 a febbraio 2019 sono aumentate del 40%, con una media di 108 microgrammi per metro cubo. Si tratta dunque di cifre di gran lunga lontane dallo standard che si è dato il Paese di 35 microgrammi per metro cubo, e ancora più lontane da quanto raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (una media annua non superiore a 10 microgrammi).

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