I crimini a danno di animali sotto la lente d’ingrandimento dell’Osservatorio Zoomafia LAV, con la 20° edizione del Rapporto Zoomafia 2019 redatta da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio. I dati che emergono testimoniano come ogni 55 minuti in Italia, nel 2018, è stato aperto un fascicolo giudiziario per reati a danno di animali. Ogni giorno si contano in media 26 fascicoli e circa 16 indagati mentre si registra a livello nazionale un tasso di 16,07 procedimenti e di 9,64 indagati ogni 100.000 abitanti.
Il totale dei procedimenti sopravvenuti nel 2018, sia a carico di noti, che di ignoti, per i reati a danno degli animali, presso le 113 Procure Ordinarie che hanno risposto (81% del totale) è di 8.300 (3.700 a carico di noti e 4.600 a carico di ignoti) con 4.977 indagati.
Il rapporto analizza molti aspetti dei crimini più contestati perpetrati contro gli animali, dalla geografia dell’illegalità, alle corse clandestine dei cavalli, ai combattimenti, ai traffici internazionali di fauna e al bracconaggio.
Nonostante l’andamento registrato sul campione delle Procure Ordinarie esaminato indichi un aumento del +2,69% dei procedimenti e una diminuzione del -2,80% degli indagati, riteniamo che l’ipotesi più prudente suggerisca di ritenere che a livello generale ci siano state variazioni poco significative su scala nazionale e che le stime di proiezione dell’anno scorso siano tuttora proponibili.
Secondo l’Osservatorio Zoomafia LAV il reato più contestato è il maltrattamento di animali: negli ultimi mesi abbiamo raccolto più di 53.000 firme a sostegno della petizione #chimaltrattapaga, per chiedere al Governo e al Parlamento una normativa più completa ed efficace a tutela degli animali prevedendo, ad esempio, il reato di strage di animali, l’impossibilità per chi è condannato di continuare a detenere animali e una procedura chiara della custodia giudiziaria che consenta alla Magistratura di non dover lasciare le vittime animali nella disponibilità dei loro aguzzini.
“Ricordiamo che si tratta di stime basate su un campione e non sul numero totale delle Procure italiane e che non hanno la pretesa di essere esaustive, ma solo indicative – spiega Ciro Troiano”. “L’auspicio è che una accresciuta consapevolezza e conoscenza di questi fenomeni illegali, possa favorire una attività investigativa e di contrasto sempre più efficace, perché il radicarsi dei fenomeni zoomafiosi nella società, o in aree di essa, è una minaccia purtroppo reale”

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