Mentana “soffia” la lista dei Ministri: Rossella Muroni è all’Ambiente con il suo Green New Deal

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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Rossella Muroni
Rossella Muroni

Enrico Mentana, durante la sua ormai storica “maratona” che accompagna i momenti più rilevanti della vita politica d’Italia, sciorina una lista di ministri che dovrebbero comporre il nuovo governo, inquadrando il nuovo assetto con un “questo è quello che so in questo momento” e sgombrando il campo da ogni ipotesi già circolata negli ultimi giorni. A due ore dal termine delle votazioni online che sulla piattaforma Rousseau emetteranno il giudizio sul nuovo governo da parte degli elettori pentastellati, il direttore del TG La7 cita “per fonte diretta” nomi e cognomi di 9 dicasteri in odore di nomina. E alll’Ambiente ci sarebbe una virata da un M5S a un Leu, con Mattarella che riceverebbe la proposta di affidare il dicastero di Via Cristoforo Colombo a Rossella Muroni, deputato di Liberi e Uguali, legata a Pietro Grasso, ex storica presidentessa di Legambiente. Probabile “quota di garanzia” perché la compagine di Leu possa garantire i numeri sufficienti alla tenuta del nuovo Governo in particolare modo al Senato dove la maggioranza potrebbe risultare in bilico, insieme alla Muroni compaiono nientemeno che Luigi Di Maio agli Affari Esteri, Luciana Lamorgese (ex prefetto di Milano, notoriamente sostenitrice di una politica di accoglienza sui temi dell’immigrazione) agli Interni, Roberto Gualtieri (PD) all’Economia, Paola De Micheli (PD) che succederebbe a Toninelli alle Infrastrutture, Dario Franceschini (PD) nuovamente ai Beni Culturali dopo la duplice esperienza quadriennale con i governi Renzi e Gentiloni, Bonafede (M5S) riconfermato alla Giustizia come Giulia Grillo (M5S) alla Sanità e Nicola Morra (M5S) la novità al Ministero del Lavoro. 

Una sostanziale parità dunque, laddove immaginiamo che l’unica “tecnica” della compagine governativa sia stata posta sul tavolo dal Partito Democratico e che Rossella Muroni possa esprimere le istanze dei 14 deputati e dei 4 senatori del proprio partito, determinante in previsione di qualche imprevisto sui numeri. E a suffragare l’impegno che la ex Presidente di Legambiente potrebbe assumere già da domani arriva lei stessa, in un post su Facebook che ha il sapore di un programma di lavoro già ben chiaro : “Per dare corpo e gambe a un #GreenNewDeal – spiega Rossella Muroni – sono tante le ricette economiche da adottare. Penso per esempio che ministero Ambiente e ministero Sviluppo dovrebbero lavorare in sinergia. A una Legge di Bilancio che tagli i sussidi ambientalmente dannosi e investa sulle rinnovabili, sull’innovazione sostenibile e sull’economia circolare, che aumenti i ridicoli canoni che oggi si pagano per avere in concessione cave, acque minerali, spiagge o autostrade e usi questo #tesoretto per mettere in sicurezza il territorio dal rischio idrogeologico e per rendere resilienti le nostre città. Insomma c’è un grande piano industriale da scrivere per questo Paese e bisogna avere la capacità di dare forma concreta alle dichiarazioni di intenti sull’ambiente. Basta con la stagione che ha visto il M5S incapace di passare dalla protesta alla proposta. Se si dice #rifiutizero bisogna anche progettare gli impianti che servono a realizzare questa politica, come quelli per trattare l’umido e il caso Roma insegna. Così come se vogliamo diventare un Paese #plasticfree, visto che produciamo il 70% della plastica monouso usata in Europa, dobbiamo preoccuparci di accompagnare le imprese del settore in questa transizione ecologica”.

Ma il Green New Deal sembra al momento appeso al filo di Rousseau.


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