E’ a Repubblica che Sergio Costa, già Ministro dell’Ambiente del primo governo Conte poi riconfermato dalla nuova compagine giallo-rossa, affida i punti programmatici del suo dicastero. Individua la prima scadenza nel prossimo Consiglio dei Ministri, durante il quale annuncia che porterà “il primo decreto legge a livello europeo sui cambiamenti climatici, in previsione del summit dell’Onu a fine mese”, che indica di tipo “europeo”. Spiega che è arrivato “il momento di osare” e apprezza che “tutte e tre le componenti del governo abbiano messo l’ambiente tra i primissimi punti del loro programma”. Tra i punti di forza del decreto – che il Ministro annuncia “di supporto alle famiglie, ai consumatori e alle imprese per imporre la svolta verde – la lotta per assicurare la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile, la creazione di aree economiche ambientali e vantaggi fiscali per chi fa imprenditoria verde, vive verde, sviluppa verde”.
Poi, il tema dei rifiuti: “Le idee di M5s e Pd sugli inceneritori si sono già avvicinate – scrive – e la prova è anche il piano regionale per il Lazio di Zingaretti, che non ne ha previsto l’apertura di nuovi. Specifica però di avere un “approccio laico” alla questione: non pensa che tutti gli inceneritori vadano chiusi e ritiene che “quelli che ci sono bastino ad accompagnare il percorso verso economia circolare e rifiuti zero”. In conclusione, bonifiche e Terra dei Fuochi: se per le prime si propone di accorciare i tempi spiegando che “i tempi devono essere più brevi di almeno un terzo” rispetto a quelli attuali e che oggi ne esistono alcune “tramandate di padre in figlio da 30/40 anni”.
E sul fatto che Matteo Salvini sia fuori dal governo dice: “Si sta più rilassati”.

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