Filiera del latte, inizia il corteggiamento del Ministro Bellanova
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Una filiera di straordinaria importanza del valore di circa 15 miliardi di euro con quasi 3 miliardi di esportazioni, e che rappresenta uno degli assi fondamentali del made in Italy agroalimentare. Ai cui esponenti, pur non essendo fisicamente presente, la Ministra Teresa Bellanova ha voluto inviare il suo saluto oggi a Milano in occasione del Dairy Summit, l’appuntamento dedicato agli stati generali del settore. Un settore al quale la Bellanova – sin dai primi giorni del proprio insediamento – ha voluto inviare chiare rassicurazioni.

“Attendo con interesse”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “di ricevere gli impegni della Carta del latte. E anticipo già fin d’ora l’intenzione di convocare a breve la filiera lattiero-casearia al Ministero per un momento di condivisione di obiettivi e azioni operative. Penso alla necessità di rafforzare i rapporti tra allevatori e trasformatori, anche attraverso lo strumento degli accordi e dei contratti di filiera. Al lavoro da fare sulla catena del valore, anche attraverso il contrasto alle pratiche sleali con l’attuazione della direttiva europea che ha visto come protagonista fondamentale Paolo De Castro, con il quale ho avuto modo di confrontarmi su questo tema. All’opportunità annunciata dal Commissario Hogan di un sistema europeo di trasparenza sui prezzi. Al tema rilevantissimo della tracciabilità e dell’etichettatura d’origine che ha visto il settore lattiero italiano avanguardia nella trasparenza. Più informazioni si danno al consumatore, più si rende forte il rapporto con il produttore e su questa strada dobbiamo fare passi in avanti a livello europeo. Usando l’etichetta per avvicinare i consumatori, fornire loro elementi utili e non distorti come nel caso delle etichette a semaforo”.

Insomma, un programma in linea con le modalità di comunicazione che già abbiamo ascoltato dal Presidente del Consiglio in carica: tutto sui massimi sistemi, poco nel merito del problema specifico. Ad esempio: come permettiamo ai pastori di vendere il latte ad un prezzo dignitoso all’industria, senza che questa “faccia cartello” e imponga condizioni sotto la soglia della sostenibilità ma senza alternativa? Oppure, più nello specifico, il neoministro come intende arginare il fenomeno della sovrapproduzione da parte dei caseifici che trasgrediscono i limiti (complici anche le basse sanzioni) e provocano un abbassamento immediato del prezzo del latte?
Lo sapremo solo dopo il primo incontro di filiera. Eppure, se il buongiorno si vede dal mattino, abbiamo seri dubbi che questa diventi una buona giornata: “Abbiamo bisogno – ha rimarcato la Ministra Bellanova – di affrontare i mercati consapevoli dei nostri valori e con gli strumenti giusti per difenderli”. No Ministro, abbiamo bisogno di ascoltare tutti i livelli della filiera ed evitare che le strade diventino di nuovo bianche di latte versato, lo stesso che si sarebbe potuto salvare in tempo. 

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