L’agricoltura del terzo millennio? Tra le pareti di una serra verticale
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Una “vecchia” conoscenza dell’innovazione sostenibile targata ENEA, insignita la settimana scorsa del premio ALBA (Associazione per il Lifestyle, il Benessere e l’Alimentazione): è la Vertical Farm, ovvero la serra verticale basata sulla coltivazione idroponica di specie vegetali senza consumo di suolo e ricorso a pesticidi. Presentata a EXPO 2015 a Milano per la prima volta, il prototipo realizzato per l’occasione era una serra verticale di 5 metri d’altezza adibita alla coltivazione di lattuga e basilico, con un rendimento quasi doppio rispetto alle colture tradizionali (da 6 a 14 cicli di raccolta/anno per l’insalata) e un risparmio del 95% di acqua (2 litri per un 1kg di lattuga contro i 40-45 litri/kg in un campo).
“La Vertical Farm rappresenta una delle soluzioni dell’agricoltura del terzo millennio per la produzione di ortaggi fuori suolo, multistrato, a ciclo chiuso integrale, cioè con riciclo totale dell’acqua e dei fertilizzanti, in ambiente protetto e climatizzato, senza utilizzo di pesticidi e insetticidi”, spiega la ricercatrice Gabriella Funaro. “Trattandosi di una vera e propria fattoria che si sviluppa in verticale e che nasce dall’idea di concepire la coltivazione come un’attività indipendente dal terreno, ci permette di promuovere l’agricoltura del futuro tendenzialmente a impatto zero sulle risorse”. Oltre a richiedere meno spazio rispetto a una coltivazione tradizionale, le coltivazioni all’interno della Vertical Farm non necessitano di suolo, ma solo di acqua e di elementi nutritivi. “Questo sistema chiamato idroponico consente alle piante di crescere in substrati alternativi alla terra – come ad esempio la torba pressata, l’argilla espansa o la lana di roccia – con minimi quantitativi di acqua a riciclo continuo nella quale sono disciolte soluzioni nutritive. La crescita delle piante è assicurata dall’illuminazione a LED che replica le condizioni naturali e accelera la fotosintesi clorofilliana”, aggiunge Funaro.
Il premio ALBA, che nelle ultime edizioni è stato assegnato all’Arma dei Carabinieri e all’enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco, inaugura una serie di iniziative che coinvolgono ENEA e il vertical farming, tra cui RI-GENERA, insieme a Idromeccanica Lucchini, Università di Padova, Advance Srl, Assindustria Veneto, Coldiretti Padova, Parco Scientifico e Tecnologico Galileo. “Attraverso RI-GENERA si vuole promuovere la riconversione di edifici dismessi nelle città in serre verticali a km. 0. La prospettiva è molto conveniente: basti pensare che per ogni ettaro di terreno orizzontale se ne potrebbero ricavare molti altri in verticale, più produttivi di quelli tradizionali perché le colture sono a ciclo continuo e non condizionate dalla stagionalità”, conclude Funaro.
L’iniziativa RI-GENERA verrà presentata ufficialmente al convegno “Città a misura di futuro – Rigenerazione e sviluppo” a Padova il 16 ottobre 2019. In questa occasione ENEA metterà a disposizione due sistemi di vertical farming denominati BoxXLand e Arkeofarm, entrambi adatti all’installazione in edifici esistenti e messi a punto insieme a Idromeccanica Lucchini.

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