Grido d’allarme degli apicoltori: crollata del 70% la produzione di miele
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Le api non stanno bene e questa è una cattiva notizia per tutti. I cambiamenti climatici che comportano fortissime piogge concentrate nel tempo, seguite a lunghi periodi di siccità, hanno causato a un forte calo della produzione di miele in tutta Europa. E l’Italia, purtroppo, non è da meno. Anche il tradizionale concorso dei mieli cremonesi, giunto alla 15° edizione, vede le ripercussioni di questa situazione. «Le nostre api quest’anno hanno prodotto molto meno miele – spiega Esterina Mariotti, presidente dell’Associazione produttori apistici cremonesi -. Nel 2019 c’è stato un crollo del 70% della produzione». I suoi associati sono 150 e in totale, quest’anno, sono stati prodotti circa 40 mila kg di miele.

“Il territorio è fondamentale per le api e se esso non è gestito con criterio potremmo dover dire addio in primis alle nostre api, poi ad una grande varietà di ricchezza vegetale – si legge in una nota – e il calo della produzione di miele ha avuto ripercussioni anche sul concorso”. Infatti, rispetto ai 150 mieli presenti lo scorso anno, quest’anno quelli in concorso saranno “solo” 70. E proprio per questo, i campioni presenti in fiera saranno soprattutto mieli millefiori. La presidentessa Esterina Mariotti consiglia dunque, “dovendo piantare delle nuove piante, di scegliere alberi ad alto fusto melliferi. E per chi pensasse che perdere le api non avrebbe grandi conseguenze, basti ricordare che dal loro lavoro di impollinazione dipende il 90% della produzione mondiale di cibo e delle 100 culture vitali per la nostra sopravvivenza ben 71 sono legate al lavoro delle api”.

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