Sul Monte Amiata il primo impianto geotermico a impatto zero
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Rendering dell'impianto geotermico sul Monte Amiata
Rendering dell’impianto geotermico sul Monte Amiata

“Ok nel mio giardino”: questa la novità di ieri mattina, quando il comune di Abbadia San Salvatore (Siena) ha presentato il nuovo impianto geotermico binario che mette al bando il vecchio modo di fare geotermia, ovvero un sistema di sfruttamento del calore della Terra decisamente meno inquinante. 
«Parliamo di una nuova geotermia non più inquinante perché non emette alcuna sostanza in atmosfera – annuncia il Sen. Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria del Senato, intervenuto alla conferenza stampa – e di un sistema che comporta solo benefici per la collettività e che in questo caso non lede il paesaggio. La questione paesaggistica è fondamentale visto che possediamo uno dei paesi più belli del mondo, ma dobbiamo sforzarci di coniugare le fonti rinnovabili, che sono necessarie per vincere le sfide climatiche, con i nostri bellissimi territori”.
“Come Giga abbiamo lavorato sulla nuova geotermia per oltre dieci anni per arrivare a questo risultato – aggiunge Fabio Roggiolani di Giga-Ecofuturo – e si è trattato di un risultato che è partito dalla protesta nostra e del Sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi contro la vecchia geotermia che non può e non deve avere futuro. Oggi abbiamo una nuova tecnologia geotermica pulita che è quella del ciclo binario che non intercetta i fluidi, ma il calore. E in questo senso è incredibile che in Italia, patria della geotermia, dopo dieci anni dalla nuova normativa, non ci sia un solo kWh prodotto con questa tecnologia che invece funziona bene all’estero”.
“È necessario sottolineare – prosegue G.B. Zorzoli, Presidente Coordinamento Nazionale FREE – che la geotermia è rinnovabile solo se il fluido è reimmesso da dove è partito, altrimenti il sistema geotermico è esattamente come quello dei fossili. Ossia perde l’energia una volta avvenuta l’estrazione. La geotermia binaria per cui è la sola geotermia seriamente rinnovabile. Oltre a ciò è necessario che lo sviluppo delle rinnovabili superi la fase degli incentivi per approdare a una congrua Carbon Tax che è ciò che rende competitivi i sistemi energetici rinnovabili”.
Quanto alle previsioni di mercato, quelle sulla geotermia assomigliano molto a ciò che è già accaduto con il fotovoltaico venti anni fa, con il vantaggio che l’energia geotermica non genera solo elettricità, ma anche calore. «Per questo motivo la geotermia è molto più flessibile e ciò consentirebbe di riscaldare le città, specialmente in Pianura Padana dove si potrebbero sfruttare i pozzi nel terreno che esistono da decenni, ovvero quelli scavati per l’esplorazione petrolifera e metanifera», conclude Zorzoli.
La nuova centrale dunque fornirà calore sia per alcuni processi di trasformazione del legno, sia per colture idroponiche. E l’impatto sul paesaggio sarà quasi nullo visto che l’impianto sorgerà nell’area industriale del comune amiatino. «È necessario rinnovare il proprio modo di ragionare sull’energia, anche sulle rinnovabili», ha concluso Tondi. Ora la parola passa al processo di Valutazione Ambientale che è allo stadio delle osservazioni, concluso il quale inizierà la sua realizzazione.

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