Ieri mattina si è aperto il Wef (World Economic Forum) di Davos che al centro degli incontri ha voluto porre una particolare attenzione al tema del cambiamento climatico. Occhi puntati su Greta e Donald Trump: mentre il presidente Usa ha rivendicato i successi economici della sua amministrazione, la giovane attivista svedese ha esortato a puntare l’obiettivo internazionale sulle “emissioni zero”. Peraltro, in un battibecco a distanza con Greta sul tema del cambiamento climatico, il presidente Usa ha anche sostenuto che “questo non è il momento del pessimismo sul clima”, definendo gli ambientalisti “profeti di sventura”. Ma dal canto suo, la Thunberg risponde: “Non posso certo lamentarmi di non essere ascoltata, vengo ascoltata in continuazione. Ma la scienza, e i giovani, in generale non sono al centro del dibattito sul clima. Invece si tratta del nostro futuro e c’è bisogno di portare la scienza al centro della conversazione”.

Greta Thunberg al World Economic Forum di Davos
Greta Thunberg al World Economic Forum di Davos

Ma nel suo intervento ha ricordato che “un anno fa sono venuta a Davos e vi ho detto che la nostra casa è in fiamme. Ho detto che volevo vi facesse prendere dal panico. Mi hanno avvertito che dire alla gente di farsi prendere dal panico per la crisi climatica è una cosa molto pericolosa. Ma non preoccupatevi. Va bene. Fidatevi, l’ho già fatto prima e posso assicurarvi che non porta a nulla”. Poi aggiunge: “il mondo deve arrivare all’obiettivo di zero emissioni il prima possibile e i Paesi ricchi devono aiutare i Paesi poveri a mettersi in linea. Non credo che le persone siano interessate a sapere come gestisco gli haters. Invece voglio ricordare ancora una volta: secondo un rapporto dell’Ipcc del 2018, se si vuole una possibilità del 67% di limitare l’aumento medio della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi, al primo gennaio 2018 c’era ancora un margine di circa 420 gigatonnellate di emissioni di diossido di carbonio. Naturalmente il numero si è abbassato oggi, perché emettiamo circa 42 gigatonnellate l’anno. Agli attuali ritmi di emissioni, ci rimangono meno di otto anni” prima di mancare l’obiettivo. Questi numeri non sono né opinioni né politica, ma quanto di meglio offra la scienza”.

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