“Roma taglia le richieste e neppure risponde alle proteste della governatrice Tesei”, puntualizza il dottor Vittor Francesco Brasacchio, medico legale USL Umbria1. Già espositore di importanti progetti, “ Umbria Aerospaziale” in primis.

Di Angelo Pennacchioni

Perugia, 24 marzo 2020 – E’ ripreso l’incremento dei contagiati, sono 71 in più rispetto ai 55 di lunedì, 648 le persone che in Umbria risultano positive al virus Covid-19, contro i 577 del giorno prima, i guariti sono 5, mentre il numero dei deceduti sale a19.
Francesco Brasacchio è medico legale alla Usl Umbria1, con inquadramento sanitario al 10° livello, specializzato in medicina aeronautica e spaziale. Ha un nutrito curriculum di studi, ricerche ed esperienze, anche in ossigeno terapia iperbarica. Master in protezione civile ed in medicina delle catastrofi. Non gode di molte preferenze istituzionali, ma questo è un altro discorso!

Il dottor Francesco Brasacchio in un fotomontaggio per gli amici della ricerca spaziale
Il dottor Francesco Brasacchio in un fotomontaggio per gli amici della ricerca spaziale

Comunque gli abbiamo chiesto:
– Dottor Brasacchio, secondo Lei qualche segnale positivo che ieri sembrava accendersi oggi è già spento?

“Beh, certo che con 71 contagiati positivi in più rispetto a ieri (positivi di cui spesso non si ha la conoscenza dei movimenti e dei contatti), con i ritardi nelle consegne dei vari presidi sanitari e con 19 deceduti direi che di segnali positivi non si possa proprio parlare.
Qualche giorno fa sono arrivati da Roma 10 dei 28 ventilatori polmonari che il Governo ci aveva assegnato, tagliando la richiesta di 60 della nostra Regione .
Ma, sorpresa o barzelletta scegliete voi, solo due risultano funzionanti alcuni perché senza batterie, con grafica ed istruzione in cinese e tre hanno attacchi per l’ossigeno diversi dai nostri.
Tra l’altro Roma ha requisito, tramite la Consip, una grande fetta della produzione a noi destinata, bloccando materiale e strumentazioni (ventilatori) già pagati o donate all’Umbria da Fondazioni e privati.
La Governatrice Tesei continua a scrivere proteste su proteste ma nessuno le risponde, almeno fino a ieri sera.”

– Da ieri sono in vigore nuove norme più restrittive, le ritiene necessarie e assolutamente da osservare?

“Le nuove restrizioni sono validissime ma molto tardive e visto che siamo un unico popolo (così ci dicono) prepariamoci ai grossi problemi in arrivo dal centro-sud, isole comprese.”

– Dottor Brasacchio, la quarantena a domicilio sta producendo forti discussioni e polemiche, secondo Lei è necessaria e pienamente attuabile?

“E’ attuabile ed importante soprattutto per le persone sole, che non lavorano e che comunque non abbiano avuti contatti da tempo, siano senza alcun sintomo e stabili nella loro eventuale malattia di base.
Ma dato il tempo intercorso, per malati cronici, invalidi portatori gravi di Handicap, che stanno ad aspettare la manna dal cielo o comunque ad essere raggiunti a domicilio da assistenza casuale, non ha senso. Come quella di una famiglia di 3-5 persone in un appartamento di 50 metri quadrati.
La quarantena deve essere fatta con cognizione di causa (tampone 2 volte neg) e si può fare con serenità anche perché sai di non infettare nessuno dei tuoi cari e stai più attento con gli “altri”.
A tale riguardo mi è tornato in mente un ricordo legato (1984-1985) al Prof. Massimo Galli (Ospedale Sacco di Milano).Per quell’intervento gli umbri dovrebbero ancora ringraziarlo.
Con i colleghi stavamo gestendo l’iniziale questione EPATITI- HIV-AIDS nella realtà dell’Umbria e ci rivolgemmo a lui per la cartella clinica tipo. Che ci inviò nel giro di tre-quattro giorni. Assieme alla sua filosofia del “prima e più duramente s’interviene meglio è”.

Fin qui il dottor Vittor Francesco Brasacchio sul Coronavirus. Ma lo stesso potrebbe raccontarci molto altro, e lo farà.
Passata quest’infame pandemia ha promesso di documentarci sulle sue ricerche e gli studi sulla globalizzazione spaziale ed in essa il ruolo della donna; gli astri ,l’uomo, il gioco delle sfere e del pallone e l’agricoltura spaziale. E, per finire, l’importanza, se non l’attualità di un laboratorio “Umbria Aerospaziale” per l’emancipazione dell’uomo terrestre. Non solo e non tanto dell’Umbria.

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