Commercio di animali selvatici: “Rischio sanitario e seconda grande minaccia alla biodiversità”
C

I più letti

Nuova Pac, il Parlamento Europeo approva ma “questo non è Green Deal”

Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola...

Clima, primo accordo tra i Ministri Ue: zero emissioni entro il 2050

Il Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Ue ha raggiunto venerdì un accordo parziale sulla legge per il...

Nuovo Dpcm: filiera alimentare attiva con 3 mln di lavoratori ma “comprate italiano”

Sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle...

Un sondaggio del WWF rileva che il 90% dei cittadini intervistati nel Sud Est asiatico, in risposta all’emergenza Coronavirus, chiedono ai governi di chiudere i mercati di fauna selvatica

Mentre il mondo è alle prese con la peggiore emergenza sanitaria del recente passato, oltre il 90% degli intervistati nel sud-est asiatico e ad Hong Kong è favorevole ad una chiusura da parte dei governi dei mercati illegali o non regolamentati di fauna selvatica: è quanto emerge da , in un momento in cui ’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che l’attuale pandemia di COVID-19, insieme ad almeno il 61% di tutti i patogeni umani, ha origine zoonotica. Il commercio di animali selvatici è dunque un rischio che aggrava la diffusione delle zoonosi, come già accaduto per altre recenti epidemie, tra cui SARS, MERS ed Ebola. Il commercio insostenibile di animali selvatici si attesta dunque come la seconda più grande minaccia diretta alla biodiversità a livello globale, dopo la distruzione degli habitat.

Esemplari vivi di specie appartenenti alla barriera corallina in vendita come frutti di mare in un mercato di Hong Kong

“La violenza con cui è divampata l’emergenza legata al COVID-19 ha evidenziato il legame tra malattie zoonotiche – quelle trasmesse dagli animali all’uomo – e mercati di fauna selvatica”, fa sapere il WWF. Un sondaggio condotto dall’associazione ambientalista a marzo tra 5.000 partecipanti provenienti da Hong Kong, Giappone, Myanmar, Tailandia e Vietnam ha rilevato che l’82% degli intervistati è estremamente o molto preoccupato per l’epidemia, e che il 93% degli intervistati nel sud-est asiatico e ad Hong Kong sostiene le azioni dei loro governi per eliminare i mercati illegali e non regolamentati. Nonostante non siano ancora chiari tutti i dettagli delle origini del COVID-19, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato che in ogni caso si tratta di una malattia zoonotica, nel senso che è passata dalla fauna selvatica all’uomo. 
Il 24 febbraio il governo cinese ha annunciato un divieto assoluto di consumo di animali selvatici. La ricerca del WWF mostra che i cittadini sostengono azioni simili da parte di altri governi in tutto il Sud Est asiatico. Questo è stato il primo sondaggio dell’opinione pubblica sulla connessione tra COVID-19 e il commercio di animali selvatici mai realizzato in diversi Paesi asiatici.

“La Cina ha fatto un buon passo in avanti vietando la caccia, il commercio, il trasporto e il consumo di animali selvatici e il Vietnam sta lavorando a provvedimenti simili”, ha affermato Christy Williams, direttore regionale del programma Asia Pacifico del WWF. Altri governi asiatici devono seguire l’esempio cinese, chiudendo i mercati di fauna selvatica ad alto rischio e mettendo fine a questo commercio una volta per tutte: questa è una strada obbligata per salvare vite umane e contribuire ad evitare che i drammi sociali e le turbolenze economiche che tutto il mondo sta subendo si ripetano ancora”.
Il 9% degli intervistati da GlobeScan ha dichiarato di aver acquistato o di conoscere qualcuno che ha acquistato fauna selvatica negli ultimi 12 mesi in mercati di fauna selvatica, ma l’84%  dice che è improbabile o molto improbabile che acquisterà prodotti derivanti dalla fauna selvatica in futuro.
“I cittadini in Asia hanno espresso la propria volontà: coloro che vivono nei paesi in cui i mercati della fauna selvatica sono più diffusi chiedono che il consumo di animali selvatici sia fermato e che il commercio illegale e non regolamentato di animali selvatici venga eliminato. Le persone sono profondamente preoccupate e sosterrebbero le azioni dei loro governi per prevenire potenziali future crisi sanitarie globali originate dai mercati della fauna selvatica- ha affermato Marco Lambertini, direttore generale del WWF International. È tempo di collegare i puntini tra commercio della fauna selvatica, degrado ambientale e rischi per la salute umana:  agire ora per difendere sia gli esseri umani che le numerose specie selvatiche minacciate dal consumo e dal commercio è cruciale per la nostra stessa sopravvivenza”.

Le ultime

Dopo le orche e la foca monaca, avvistate due balenottere dalla darsena di Portoferraio

Isola d'Elba, pomeriggio del 23 ottobre: due balenottere “danzano” lungo la Darsena Medicea di Portoferraio, dando...

Biodiversità d’Italia, il 52% della fauna in cattivo stato di conservazione

Il nostro territorio naturale è frammentato con popolazioni animali isolate, più simile a un puzzle smontato dove l’immagine nel suo insieme...

Nuovo Dpcm: filiera alimentare attiva con 3 mln di lavoratori ma “comprate italiano”

Sono oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai...

Nuova Pac, il Parlamento Europeo approva ma “questo non è Green Deal”

Nel pomeriggio di ieri il Parlamento europeo ha approvato la proposta legislativa per la Politica agricola comune dell'Ue (PAC), in continuità...

Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale

Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di boschi, di questi quasi 20...

Buco dell’ozono: a ogni anno il proprio record

Come tutti gli anni, finito l’inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.