Cure a domicilio, il Club Alpino Italiano dona 51 vetture per l’assistenza nelle aree di montagna
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In vista della fase 2, il Club alpino italiano dona ad Anpas 51 vetture per le cure a domicilio.

Tra qualche settimana prenderà avvio la fase due dell’emergenza Covid, quella più critica. Per gli anziani nelle nostre città e per le persone più disagiate dal punto di vista della salute, che dovranno fare i conti con le difficoltà di uscire, raggiungere i centri medici e ricevere le cure necessarie. E disagiate lo saranno ancora di più quelle persone che vivono in zone svantaggiate, dove la possibilità di muoversi è legata a molte condizioni. Pensiamo a cosa può accadere ad un anziano che vive in un borgo di montagna. E allora, il Club Alpino Italiano ha stanziato mezzo milione di euro per l’acquisto di 51 autovetture da donare ad Anpas per rafforzare l’assistenza alla popolazione più fragile delle aree montane.
I 7 milioni di persone con disabilità che non possono frequentare centri di riabilitazione e per cui è difficile ricevere assistenza domestica per paura del contagio, sono una questione affrontata anche dal capo del Dipartimento della protezione civile, Angelo Borrelli, e da Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di emergenza e rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma, durante l’ultima delle conferenze stampa: «La sinergia tra gli ospedali e il territorio è la chiave di volta per la tutela della popolazione», ha detto Antonelli. «Noi ci saremo sempre, sia per i disabili sia per tutti quelli che hanno bisogno di assistenza», ha aggiunto Borrelli.
Le 51 auto donate da Cai ad Anpas per l’assistenza domiciliare – tutte Fiat Panda – saranno così distribuite su tutto il territorio nazionale: 6 in Toscana; 5 in Lombardia e in Emilia-Romagna; 4 in Liguria e Piemonte; 3 in Campania; 2 in Abruzzo, Calabria, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle D’Aosta e Veneto; 1 in Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Molise, Trentino Alto Adige e Umbria. La cinquantunesima Panda sarà utilizzata da Anpas nazionale. 

«Saper guardare oltre è tipico dell’alpinista e degli amanti della montagna. Ecco perché il Club alpino italiano, pensando all’auspicata prossima fase due, quella in cui l’attenzione terapeutica contro il Covid-19 si baserà prioritariamente sull’assistenza domiciliare, ha fatto la scelta di supportare il volontariato di Anpas, che tale servizio presta su tutto il territorio nazionale a favore di malati, anziani e disabili». Con queste parole il Presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, spiega lo stanziamento di 500mila euro deliberato dal Comitato centrale dell’associazione a favore delle Pubbliche assistenze.

Lo stanziamento solidale del Cai deriva dalla consapevolezza delle criticità che potrebbero sorgere per garantire tale servizio alle popolazioni delle aree interne, sia montane sia collinari. «Una concreta tutela della montanità intesa, tra l’altro, come azione per favorire la permanenza in montagna di chi vi abita, può indubbiamente derivare dal dotare Anpas degli automezzi per raggiungere anche le più remote località», prosegue Torti. «La decisione, che abbiamo preso in un momento in cui non è possibile percorrere i sentieri a piedi, vuole dare vita a un Sentiero Italia Cai della solidarietà, mediante una distribuzione territoriale in tutti gli ambiti regionali. Perché il nostro Paese è interamente percorso da montagne e nessuna dovesse restarne esclusa».

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