I parchi naturali fanno bene, le proposte per la fase due: aperture controllate e fiscalità di vantaggio

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Il Consiglio direttivo di Federparchi, la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali, avanza due proposte al governo

Nei parchi naturali e nella aree protette italiane non vive solo la biodiversità (più o meno) incontaminata, ma anche un mondo fatto di attività umane con essa compatibili che dall’economia del capitale naturale traggono il proprio sostentamento. E allora, aprire o non aprire queste zone del nostro Paese durante la fase due dell’emergenza sanitaria, diventa cruciale per il destino di agriturismi, aziende agricole, aziende boschive e attività turistiche.
Per questo, la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali ha avanzato due proposte al Governo basate su un assunto molto semplice: la stragrande maggioranza degli italiani che responsabilmente è rimasta a casa, avrà bisogno di ritrovare il proprio equilibrio mentre le attività economiche devono ripartire in sicurezza. E allora, ecco le misure individuate:

“Parchi aperti: prenota il tuo parco”.
E’  scientificamente provato che gli ambiti naturali – parchi, giardini, boschi –  svolgono una funzione  terapeutica data dal contatto umano con le piante: è riconosciuto non solo il beneficio antistress e antidepressivo ma è anche ampiamente dimostrato come alcuni agenti chimici emessi dalla flora stimolino attivamente il nostro sistema immunitario, rafforzando le performances complessive dell’organismo e incrementando le funzioni di difesa.
Federparchi  propone di utilizzare – in tutta sicurezza e con rigorose forme di controllo – le aree naturali protette come spazio vivibile e capace di ricreare un positivo rapporto con la natura. “Siamo in grado di fornire attraverso le sedi dei parchi o i comuni che aderiranno a questa proposta – si legge in una nota – una soluzione informatica che permetta, anche dallo smartphone, di collegarsi al parco di riferimento vicino casa, di trovare gli spazi disponibili, di ottenere l’autorizzazione per un tempo controllato, di tenere le distanze di sicurezza. È ovvio che tale sperimentazione dev’essere autorizzata nei decreti di prossima emissione (ci rivolgiamo sia ai ministeri più direttamente interessati come ambiente, salute, famiglia, sia alla task force “Fase2”), consentendo ai parchi, ma anche ai comuni, di accedere al progetto.  Le direzioni dei Parchi e/o i comuni potrebbero definire agende, percorsi, luoghi e orari di visita, per consentire ai cittadini di muoversi in forme contingentate all’aria aperta, recuperare energie fisiche e psichiche, rafforzare organismo e sistema immunitario e scaricare le tensioni emotive dovute al difficile momento che tutti stiamo vivendo”.

Parchi motori di sviluppo sostenibile: estendere le ZEA a tutte le aree protette
“Ricordiamo che il  sistema dei parchi nella sua articolazione (nazionali, regionali, aree marine, Natura2000, riserve statali e  similari) costituisce un modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile e che tale impianto, alla luce anche dei mutamenti climatici e della stessa pandemia, dovrebbe costituire la direzione di marcia per una nuova economia globale più a misura d’uomo;  con particolare riguardo va posto alla dimensione internazionale ed europea. Nel nostro campo sosteniamo l’iniziativa che Europarc ha rivolto alla commissione UE per attivare al più presto la strategia del “Green Deal” e fare di questa sfida la leva per un cambiamento radicale del modello di sviluppo.
In questo contesto Federparchi propone, per quanto riguarda le politiche ambientali del nostro Paese, l’estensione delle ZEA  (zone economiche ambientali, con fiscalità di vantaggio e incentivi per azioni economiche fondate sulla sostenibilità) a tutte le aree protette istituite ai sensi della legge 394; ampliandone quindi l’applicazione oggi prevista per i soli parchi nazionali. Uno strumento aggiuntivo per far fronte alla crisi economica che si aggiunge a quella sanitaria.

Passeggiare nei boschi e nei prati, in pianura come collina come in montagna, camminare in riva al mare, ci aiuterà a ripartire comprendendo quanto ci è utile la natura che ci circonda e quanto è ricco e prezioso il patrimonio di flora, fauna e biodiversità che appena “fuori casa” abbiamo a disposizione. Per questi motivi Federparchi chiede  al governo un impegno affinchè anche le aree naturali protette possano attivamente contribuire alla ripartenza dell’Italia.


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