La proposta al governo e il piano per ripartire: i parchi naturali sono pronti
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

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Ai nostri microfoni Giampiero Sammuri, presidente della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali.

C’è un aspetto della fase due probabilmente sognato da molti durante i giorni più duri del lockdown: quello della riapertura delle aree naturali del nostro Paese. Che si tratti di trekking, sport oudoor o turismo slow, parliamo di abitudini che muovono davvero un gran numero di appassionati, spesso animati dalla volontà di ammirare dei patrimoni di biodiversità unici. Tuttavia, nei parchi naturali e nelle aree protette italiane non vive solo la biodiversità ma sopravvive anche un’economia importantissima fatta di agriturismi, aziende agricole, punti ristoro e molto altro, per i quali le modalità di riapertura possono fare la differenza tra la sopravvivenza e ingenti difficoltà. E allora abbiamo chiesto a chi conosce perfettamente queste realtà, in che modo si stiano preparando a quella che sembra ormai un’imminente fase due.

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