“Farm to Fork”: rimandata ancora la strategia europea per l’agricoltura sostenibile
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Il 29 aprile è stata una giornata molto attesa delle oltre 60 associazioni che lavorano per la sostenibilità della filiera agroalimentare e che aderiscono alla Coalizione #CambiamoAgricoltura, per l’annunciata presentazione ufficiale della strategia “Farm to Fork”, dal campo alla tavola, da parte della Commissione Europea. La presentazione è stata rimandata di un altro mese, con delusione e preoccupazione da parte della Coalizione italiana che auspica che questo non si traduca in un indebolimento degli obiettivi per una agricoltura più sostenibile: chiede dunque  al Governo italiano (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare congiuntamente) di riavviare al più presto il processo partecipato per la redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC, anche attraverso tavoli di lavoro ed incontri telematici, con videoconferenze, come impone oggi l’emergenza COVID-19.

“L’emergenza per il coronavirus che stiamo vivendo non deve essere un alibi per rimandare gli impegni presi dalla Commissione Europea con il Green Deal per un’agricoltura più sostenibile, pulita e più sana per tutti noi, ma deve essere uno stimolo per la transizione ecologica da avviare subito e bene”, affermano i rappresentanti della Coalizione guidata dalle maggiori sigle nazionali del mondo ambientalista e dell’agricoltura biologica, come l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Federbio, l’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente, WWF, Lipu, Slow Food e altre. Serve dunque una nuova PAC – fanno sapere in una nota – in grado di promuovere una transizione ecologica dell’agricoltura, coinvolgendo tutte le filiere  agroalimentari, con un adeguato riconoscimento economico per i servizi ecosistemici garantiti dal lavoro degli agricoltori, ma con risultati reali e misurabili anche attraverso un potenziamento del monitoraggio e valutazione della loro efficacia.

E in particolare, la strategia “Farm to Fork” dovrebbe rappresentare, secondo la Coalizione #CambiamoAgricoltura un vero punto di svolta nella politica agricola ed alimentare dell’Unione, con obiettivi chiari ed ambiziosi per una riforma agroecologica del sistema agroalimentare, come l’impegno al raggiungimento del 30% della superficie agricola europea (SAU) in biologico, la riduzione del 50% dei pesticidi e il 10% delle aree agricole destinate ad infrastrutture verdi per la conservazione della natura, entro il 2030. Anche se le associazioni sottolineano come dal mondo produttivo, soprattutto delle filiere zootecniche, emerge ancora la dicotomia tra “sostenibilità economica” e  “sostenibilità ambientale”, quando anche la crisi sanitaria per il COVID-19 dimostra che sul lungo termine senza una reale sostenibilità ambientale non vi può essere una sostenibilità economica, sia per i produttori che per i consumatori. Una dicotomia che tuttavia il modello produttivo dell’agricoltura biologica ha da tempo smentito. E proprio sull’agricoltura biologica e sulla necessità di ridurre la dipendenza dei processi produttivi dalle sostanze chimiche di sintesi le posizioni tra i diversi stakeholder italiani divergono maggiormente. 

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