Torniamo a scoprire la montagna: l’imperativo di un’estate tutta italiana
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

Ai microfoni del podcast di Italiaambiente24 Vincenzo Torti, presidente del Club Alpino Italiano

A tenere banco in questi ultimi giorni il come e il quando delle riaperture imminenti. Finalmente qualcosa sembra muoversi anche per i frequentatori degli ambienti naturali: è il mondo della montagna il primo a poter salutare il ritorno degli appassionati, certo non senza qualche preoccupazione. Oltre le bellezze naturali infatti, anche in questo caso – come accade già per le aree protette in genere – c’è un intero sistema economico a doversi rimettere in piedi, fatto di eccellenze locali, familiarità e indotto turistico, che spesso non può contare sulle risorse a disposizione dell’economia di mercato che va riprendendosi un pò più a valle. Per questo e anche perché si tratta di territori che già prima della pandemia combattevano in prima linea contro lo spopolamento e la difficoltà di mettere a punto infrastrutture competitive, abbiamo chiesto a Vincenzo Torti, presidente del Club Alpino Italiano, in quale nuovo modo dobbiamo prepararci a vivere escursioni e attività in quota.

“Dobbiamo a questo punto cominciare a ripensare ad una montagna accessibile, quantomeno per riprendere la manutenzione dei sentieri e dei nostri rifugi e preparare una accessibilità adeguata alla sicurezza e al rispetto delle norme che mano mano vengono emanate. Il Club Alpino Italiano pensa a questa nuova ripresa con la dovuta prudenza e con una necessità imprescindibile di una diversificazione degli itinerari. Quella che abbiamo davanti è un’occasione straordinaria per valorizzare ogni vallata, ogni località di tutta la montagna italiana. E ce n’è quanta non possiamo nemmeno immaginarne, tutta ricca di bellezze, di borghi, di natura che aspetta solo di essere da noi scoperta”.

E allora, la parola d’ordine è “scoprire” o “ri-scoprire”: in quella che sarà un’estate tutta italiana, forse riusciremo a tornare in contatto con i nostri territori e con il nostro patrimonio di tradizionali conoscenze. Va da sè, che tutto questo dovrà essere compatibile con le misure di prevenzione. “Noi abbiamo bisogno di distanziarci. Bene, lo faremo andando ad individuare i luoghi meno noti ed evitando di affollarci su mete consuetudinarie che ora devono lasciare il posto alla novità. E dovremo sempre con la dovuta prudenza, rispettando le regole di ditanziamento, l’adozione dei dispositivi quando ci incontriamo gli uni con gli altri, evitando l’assembramento e insieme in questo modo cerchiamo di costruire una montagna del futuro che sia ancora più bella di quella di prima”.

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