Ambientalisti contro Eni: “Nessun contrasto alla crisi climatica, continuerà a inquinare”

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In occasione dell’Assemblea degli azionisti di Eni, attivisti di Greenpeace Italia e di Fridays for Future Roma hanno organizzato una simbolica protesta nei pressi della sede centrale della compagnia energetica a Roma.

Due attivisti di Greenpeace, a bordo di kayak, hanno esposto il loro messaggio “Eni colpevole di crisi climatica”. Nel frattempo, gli attivisti di Fridays For Future Roma hanno manifestato mostrando il messaggio “Eni: stop alimentare l’emergenza climatica”.
«Eni è l’azienda italiana con le più alte emissioni di gas serra ed è tra i maggiori responsabili dell’emergenza climatica che viviamo. Anziché cambiare rotta, ha però di recente presentato dei piani che non dimostrano alcuna serietà nel contrasto alla crisi climatica in corso», dichiara Luca Iacoboni di Greenpeace Italia. «Quello che Eni non dice è infatti che intende continuare a inquinare, nascondendosi dietro spot pubblicitari tutti incentrati su una presunta transizione green che, al momento, non trova riscontro nella realtà. Il gas fossile, su cui i piani dell’azienda puntano molto, è ad esempio una delle cause dell’emergenza climatica, non certo una soluzione».
In occasione dell’assemblea odierna Greenpeace Italia, Re:Common, Fondazione Finanza Etica – in collaborazione con Merian Research – pubblicano una analisi indipendente del “Piano Strategico al 2050” e del “Piano d’Azione 2020 – 2023” di Eni. “Dallo studio si evince chiaramente come la strategia dell’azienda sia quella di aumentare la produzione nel breve periodo, per poi diminuire l’estrazione di petrolio e aumentare quella del gas”, spiegano gli ambientalisti. “Piani ad alto livello di emissioni che puntano in maniera decisiva su progetti futuri di compensazione delle emissioni dalla dubbia efficacia e dei quali non si conoscono tutti i dettagli, come i programmi di riforestazione REDD+ e l’uso della tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS)”.
L’assemblea degli azionisti di quest’anno si tiene a porte chiuse, poiché il Cane a sei zampe ha deciso di non rimandarla e di non prevedere alcuna partecipazione tramite streaming. Per questo motivo, diverse realtà della società civile hanno deciso di partecipare a una contro-assemblea online per fare il punto sul mondo Eni.


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