Turismo, il pasticcio dei voucher non rimborsabili e i consumatori: “Decreto inadeguato, dimissioni”
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“Quanto prevede il dl Rilancio sul turismo è del tutto inadeguato e insufficiente. Per questo rinnoviamo la richiesta di dimissioni del ministro Franceschini” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“In primo luogo lo stanziamento di 5 mld per cultura e turismo, di cui solo 2,4 per il bonus vacanze, sono un’inezia se paragonati ai nostri cugini francesi, per i quali vengono stanziati, solo per il turismo, 18 miliardi” prosegue Dona.
“In secondo luogo, perché oggi in Francia il Premier ha garantito che i villeggianti saranno totalmente rimborsati nell’ipotesi in cui l’evoluzione dell’epidemia non rendesse possibile la partenza. L’opposto di quanto avviene in Italia, dove chi prenota oggi, in barba alla normativa pre-Covid e alla legislazione europea, rischia di non poter riavere i soldi anticipati, ma solo un voucher da utilizzare entro un anno. Non è certo quello che serve per invogliare i turisti a prenotare le prossime vacanze” aggiunge Dona.
“Per questo avevamo proposto una modifica dell’art. 88 bis del Cura Italia, dando il diritto al consumatore che non vuole e non può utilizzare il voucher entro l’anno dall’emissione, di avere, alla fine di quel periodo, il rimborso in denaro come previsto dalla normativa europea. Non a caso è quanto hanno fatto proprio in Francia ed è quello che ha suggerito ieri l’Europa, che ammette l’offerta dei voucher, ma solo a condizione che siano volontari, siano protetti contro l’insolvenza dell’emittente e che, se non riscattati dopo il periodo di validità, siano rimborsati automaticamente. Non solo, l’Europa stabilisce espressamente che i voucher siano cedibili. Tutte cose non previste dal legislatore italiano e da Franceschini” conclude Dona.

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