Wuhan vieta la caccia e il consumo di carne di animali selvatici per 5 anni
W

I più letti

Pipistrelli a rischio estinzione? In Emilia Occidentale batbox sui piloni stradali

Gli automobilisti che percorrono i 9 ponti stradali sui corsi d’acqua dello Stirone, del Taro e...

Piemonte, è arrivato lo sciacallo dorato

Quello registrato lo scorso 29 luglio, nel Parco del Po, potrebbe essere l'avvistamento più occidentale d'Italia. Lo sciacallo dorato, un...

Primitivo di Manduria, vendemmia terminata: “-40% sul raccolto ma è una delle migliori”

L'analisi del fine raccolto per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria: anticipata e di ottima qualità, la...

A Wuhan è ora vietato mangiare animali selvatici: lo ha deciso l’amministrazione locale della metropoli cinese, epicentro della pandemia globale di Coronavirus che proprio dal “wet market” di Wuhan dovrebbe avere avuto origine. Wuhan dunque mette al bando il consumo come cibo degli animali selvatici, dei quali anzi è ora vietata la caccia con qualsiasi motivazione, ad eccezione di necessità imposte per “la ricerca scientifica, la regolazione della popolazione, il monitoraggio di epidemie e altre circostanze speciali”. Wuhan aderirà anche a un progetto del governo nazionale che offre contributi agli allevatori di animali selvatici, che naturalmente verranno danneggiati economicamente da questo bando. La decisione è sicuramente motivata dalla possibilità che la pandemia di Coronavirus sia nata nel mercato di Wuhan (chiuso poi a gennaio) dove oltre 30 specie di animali venivano vendute vive, in condizioni igienico-sanitarie spesso pessime. In questa situazione così promiscua è probabile che il Coronavirus abbia fatto il “salto” dagli animali all’uomo, scatenando quello che tutti ben conosciamo. La Cina ha subito forti pressioni dalla comunità internazionale per vietare il commercio di animali selvatici da quando è emerso il legame con lo scoppio della pandemia. Anche altre due province nella Cina centrale si sono già mosse nella stessa direzione. Il progetto prevede dunque che gli allevatori di animali selvatici di Wuhan e delle province di Hunan e Jiangxi vengano compensati per passare alla coltivazione di frutti, verdure, tè ed erbe medicinali e all’allevamento esclusivamente di animali domestici tradizionali, quali polli e maiali. Vi è anche un vero e proprio tariffario che stabilisce la quota di rimborso per ogni animale selvatico “salvato”. A febbraio la Cina ha imposto un bando temporaneo al commercio e al consumo di tutti gli animali selvatici sull’intero territorio nazionale, ora questo divieto sta diventando definitivo, almeno nelle regioni già citate e anche in altre città come Pechino, Shenzhen e Zhuhai – a Wuhan a dire il vero è per ora di cinque anni. Interpellato dal quotidiano britannico Independent, il dottor Peter Li ha affermato: “Il divieto di Wuhan sul consumo di animali selvatici è estremamente positivo come chiaro riconoscimento che il rischio per la salute pubblica di malattie diffuse attraverso il commercio di specie selvatiche deve essere preso molto sul serio se vogliamo evitare un’altra pandemia. Tra cinque anni non vi sarà tuttavia un rischio meno grave di malattia a causa del consumo di animali selvatici, quindi qualsiasi cosa al di fuori di un divieto permanente e globale è ancora un rischio troppo alto. Wuhan diventa la quarta città della Cina a fare questo passo, ora abbiamo bisogno di tutto il mondo per fare un passo avanti e chiudere il pericoloso commercio di animali selvatici”.

Le ultime

Piemonte, è arrivato lo sciacallo dorato

Quello registrato lo scorso 29 luglio, nel Parco del Po, potrebbe essere l'avvistamento più occidentale d'Italia. Lo sciacallo dorato, un...

Primitivo di Manduria, vendemmia terminata: “-40% sul raccolto ma è una delle migliori”

L'analisi del fine raccolto per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria: anticipata e di ottima qualità, la resa è di circa il...

Pipistrelli a rischio estinzione? In Emilia Occidentale batbox sui piloni stradali

Gli automobilisti che percorrono i 9 ponti stradali sui corsi d’acqua dello Stirone, del Taro e del Trebbia, sanno da oggi...

Artico: secondo dato più basso di sempre del livello del ghiaccio marino

Il National Snow and Ice Data Centre ha comunicato poche ore fa il dato relativo al 2020 dell'estensione minima del ghiaccio marino...

Scuola, SIMA: “Il vero nodo non sono i banchi ma la qualità dell’aria in aula”

Appello di SIMA al Comitato Tecnico Scientifico per una scuola Covid-free “La discussione sui banchi e la responsabilità giuridica...

Attracca in Europa carico di 100mila ton di soia: un tempo erano 40mila ettari di foresta

Sbarca ad Amsterdam il più grande carico di soia mai attraccato nell'Ue: proviene da una superficie che prima di essere sottoposta ad...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.