Walter Tobagi, 40 anni fa il terrorismo rosso uccise il giornalista
W

La striscia

Green pass, tutti in casa! Draghi nemico dei suoi datori di lavoro

Dal nostro direttore Arrigo D'Armiento Roma, 23 luglio 2021 - Insomma, Draghi ci vuol chiudere in casa senza nominare il...

Consumo di suolo e fotovoltaico, i conti non tornano

Per l’eccessivo consumo del suolo nel 2030 l’Italia dovrà affrontare un costo di 100 miliardi, quasi la metà del...

Assalto alla biodiversità ed al verde del Centro Italia

Intere zone paesaggistiche, agricole e forestali minacciate da richieste ed investimenti anche spregiudicati. Aggravante pericolo terremoto. Roma - Civita di...

I più letti

“Servono ai depuratori e ai serbatoi delle navi”: continua lo spiaggiamento inspiegato di migliaia di dischetti di plastica

All’Isola d’Elba, soprattutto quando soffiano venti dal quadrante nord, continuano a spiaggiarsi a centinaia i dischetti di plastica segnalati...

Grano canadese avariato in porto: Ravenna nega lo scarico alla nave Sumatra

Per la consolazione degli agricoltori, in questa ultima settimana si sono registrati forti rialzi nel listino prezzi del grano...

Luna-parchi, tragedia ecologica

Ospitiamo il commento di Guido Ceccolini, direttore del CERM Centro Rapaci Minacciati di Grosseto, in merito all'imminente inaugurazione del...

Verso le 11.00 del 28 maggio 1980 Walter Tobagi, inviato sul fronte del terrorismo e cronista politico e sindacale del “Corriere della Sera”, era uscito dalla propria abitazione e si stava recando in garage per prendere l’auto. Fu affrontato e ucciso con cinque colpi di pistola da un commando di terroristi, uno dei quali sparò il colpo di grazia al giornalista che si era già accasciato a terra. Nel giro di alcuni mesi, le indagini portarono alla identificazione degli assassini, appartenenti alla “Brigata 28 marzo”, un gruppo terrorista di estrema sinistra, composto anche da figli di famiglie della borghesia milanese, costituitosi dopo l’uccisione di quattro appartenenti alle “Brigate Rosse” avvenuta a Genova, nel “covo di via Fracchia”, il 28 marzo di quello stesso anno. Le indagini accerteranno che da non poco tempo i terroristi avevano individuato Walter Tobagi quale “possibile obiettivo”. Al “Corriere della Sera” Tobagi aveva infatti seguito tutte le vicende relative agli “anni di piombo” e aveva denunciato il pericolo del radicamento del fenomeno nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro. Uno dei suoi ultimi articoli sul tema era intitolato “Non sono samurai invincibili”. La sera prima del suo omicidio aveva partecipato a un incontro al Circolo della stampa di Milano sul tema della responsabilità del giornalista di fronte all’offensiva delle bande terroristiche; riferendosi alla lunga serie dei loro attentati, aveva detto “Chissà a chi toccherà la prossima volta”. Dieci ore dopo cadde sotto i colpi dei suoi assassini.
I componenti dell’attentato sono individuati e catturati in poco tempo: Marco Barbone, leader della Brigata XXVIII Marzo, killer materiale del giornalista viene arrestato nell’ottobre del 1980. Collabora con gli inquirenti, diviene un pentito e per la sua collaborazione esce di prigione poco dopo il processo. A seguito delle sue dichiarazioni sono così individuati e arrestati tutti i componenti dell’organizzazione.

FLASH

Le ultime

“Servono ai depuratori e ai serbatoi delle navi”: continua lo spiaggiamento inspiegato di migliaia di dischetti di plastica

All’Isola d’Elba, soprattutto quando soffiano venti dal quadrante nord, continuano a spiaggiarsi a centinaia i dischetti di plastica segnalati...

Forse ti può interessare anche

Ricevi il notiziario ogni mattina nella tua casella di posta. La tua biodiversità quotidiana!

Italiaambiente24: un luogo, la sintesi. Dal lunedì al venerdì.

Grazie per esserti iscritto a Italiaambiente24!

A partire dalla prima edizione utile, riceverai il notiziario nella casella di posta che hai indicato.