Perugia, la Clinica Universitaria con Tocilizumab sfida Sars Cov2
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L’equipe della professoressa Daniela Francisci autorizzata a riprendere la ricerca: obiettivo mortalità al 7,50%. Trecento malati cercansi…

Perugia, 29 settembre 2020 – La Clinica Universitaria di malattie infettive il 24 settembre scorso è stata autorizzata a riprendere, all’Ospedale Santa Maria della Misericordia, le sperimentazioni per testare il Tocilizumab come farmaco salvavita anti Covid19. L’obiettivo è di poter effettuare la ricerca su almeno trecentotrenta pazienti affetti da gravi infezioni ed infiammazioni polmonari. Lo studio del tipo multicentrico, è condotto in collaborazione con lo Spallanzani di Roma, che lo ha approvato fin da marzo, l’Istituto Nazionale Tumori, l’Irccs e la Fondazione G. Pascale di Napoli. Il direttore della Clinica, Daniela Francisci, il dirigente medico Andrea Tosti che segue il protocollo e la loro equipe hanno già definito le procedure: l’ obiettivo è di “valutare l’efficacia e la sicurezza del Tocilizumab in pazienti affetti da polmonite Covid e ridurre la mortalità”: dal 15% come accertata nella prima ondata pandemica al 7,50%; in particolare verranno studiati i casi con deficit di saturazione dell’ossigeno che richiedono il ricovero. A Perugia nella prima ondata pandemica era già stato utilizzato il farmaco in via sperimentale su alcuni pazienti. Per questo tipo di ricerca è necessaria una “popolazione” di almeno 330 pazienti, ma attualmente in Umbria i ricoverati con questi problemi per Covid sono 37 soltanto; quindi anche se il numero dovesse divenire in crescita lo studio sarà esteso pure ad altri centri, su base nazionale, che aderiscono al progetto. Insomma a Perugia per sperimentare il Tocilizumab si arruolano malati. In un recente studio della professoressa Francisci si legge: “uno dei più importanti fattori prognostici negativi in pazienti con infezione da SARS-CoV-2 è rappresentata dall’iper-infiammazione causata da una “tempesta citochinica” il cui protagonista principale è l’IL-6 (interleuchina-6) una citochina pro-infiammatoria…In questa fase può essere ragionevole utilizzare il Tocilizumab, un anticorpo monoclonale antagonista del recettore dell’IL-6, impiegato nel trattamento dei pazienti con artrite reumatoide, con l’obiettivo di attenuare l’esagerata risposta infiammatoria che è causa del danno polmonare severo (ARDS) e ridurre la necessità di ventilazione meccanica invasiva…Presso la S.C. di Malattie Infettive di Perugia tutte le terapie descritte sono utilizzate….nell’ambito del protocollo nazionale AIFA….Tutti i dati raccolti ci permetteranno nel prossimo futuro di valutare l’effetto di queste terapie empiriche nella gestione del paziente con infezione da SARS-CoV-2”. La Clinica Universitaria ha un biglietto da visita di tutto rispetto: comprende la degenza per 16 posti letto ed il DH ambulatorio. Diagnosi delle patologie infettive quali endocarditi, sepsi, infezioni da germi multiresistenti ecc.; somministrazione terapia antibiotica endovenosa e trattamenti HIV,TBC,EPATITI ecc.; protocolli profilassi aziendale Siroh e Prep.

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