Il Ministero vuole rilanciare l’ippica e riparte dalla campagna di comunicazione
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“Il settore ippico – si legge in una nota – ha oggi il potenziale di ridare vigore a tutta la sua filiera, dagli allevatori agli organizzatori di corse e gli ippodromi sono i luoghi dove vivere la socialità mutata dall’emergenza Covid: all’aperto, ad alto valore eco-sociale, trasversale”

Per fronteggiare la crisi della raccolta delle scommesse ippiche, iniziata insieme a quella economica del 2009, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali mette in campo una campagna di comunicazione “integrata” per il rilancio dell’intero settore dell’ippica. Multicanale e multilivello (affissioni, tv generalista, adv, social media, siti web), ha l’obiettivo di accompagnare gli ippodromi nella comunicazione degli eventi a calendario e supportare allo stesso modo anche le principali aste selezionate italiane, per arrivare al coinvolgimento del grande pubblico generalista, al quale presenta l’esperienza delle corse come un evento dal vivo unico ed emozionante, in cui convivono tradizione, valori positivi e sentimento sportivo. La campagna avrà il suo culmine a Fieracavalli, salone internazionale tra i maggiori al mondo che raduna a Verona tutti i protagonisti dell’universo equestre, dallo sport al turismo, dall’ippoterapia al business, una vetrina con 168.000 spettatori a cui raccontare il nuovo percorso che il Ministero sta elaborando per il settore. “Si tratta di un settore – si legge in una nota – da tempo in declino stabile e senza segni di ripresa, oltre che in stonata controtendenza rispetto alla costante crescita del settore dei giochi pubblici, dove è passata da un’incidenza sul totale del 19,1% nel 2003 allo 0,5% del 2018. Questo, da una parte, a causa della disaffezione del pubblico e dall’altra, per la forte concorrenza dei giochi online e delle scommesse virtuali che, tra l’altro, sono riusciti a conquistare anche il pubblico femminile. Dal punto di vista allevatoriale, invece, l’Italia è riconosciuta a livello mondiale per la qualità dei suoi prodotti e per le performances dei suoi cavalli nelle competizioni internazionali più prestigiose. A livello europeo, l’Italia è il terzo paese produttore di cavalli trottatori, sempre nelle primissime posizioni nelle European Top List per i risultati conseguiti in corsa, e il settimo produttore di purosangue inglesi. In questo contesto, l’emergenza Covid, seppure costringa a una gestione più ponderata della presenza del pubblico ai grandi eventi, non solo non spaventa ma costituisce un’opportunità. In un momento storico in cui, per ragioni contingenti, si privilegiano le attività all’aria aperta e si stanno riscoprendo esperienze più a contatto con la natura, unitamente a un’accresciuta consapevolezza ambientalista, l’ippica può senza dubbio rappresentare un’attrattiva, specialmente tra le nuove generazioni: i grandi eventi dell’ippica, spettacolari e a basso impatto ambientale, sono in grado di traghettare il grande pubblico verso un intrattenimento rinnovato e dall’allure prestigiosa, riportando al centro dell’attenzione il cavallo e tutti i valori di tradizione, integrità ed eleganza che dal secoli porta con sé”.

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