Industria del seme, “le tecniche di miglioramento genetico garantiscono cibo sicuro, sano e senza sprechi”
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“Investire e sostenere l’innovazione vegetale è un passo concreto per garantire la sicurezza alimentare. L’incremento dei raccolti e della qualità delle derrate, senza ulteriore aggravio per l’ambiente, è un obiettivo raggiungibile, purché l’agricoltura europea possa beneficiare delle enormi potenzialità offerte dalle nuove tecniche di miglioramento genetico”. È questo l’appello lanciato da Assosementi, l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione indetta dalla Fao e che si celebra domani in tutto il mondo.
“È un momento estremamente importante per le nuove tecniche di miglioramento genetico, ha dichiarato Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi. Il Premio Nobel assegnato pochi giorni fa alle due scienziate che hanno scoperto CRISPR ha evidenziato il ruolo che può ricoprire l’innovazione vegetale per il futuro del nostro Pianeta. Gli operatori del settore chiedono di poter utilizzare tutti gli strumenti disponibili per riuscire a rispondere alla crescente domanda di cibo sano e rispettoso dell’ambiente. Mai come oggi i decisori politici possono fare la differenza, aggiornando la normativa in vigore per favorire la diffusione dell’innovazione vegetale e contribuire così al processo di riforma dei sistemi di produzione agricola, rendendoli più efficaci e sostenibili”.
“Inoltre, la ricerca e il miglioramento genetico molto possono fare anche sul fronte degli sprechi e delle perdite alimentari: secondo i dati FAO, oggi il 14% del cibo prodotto per il consumo umano va perso prima che possa raggiungere i mercati all’ingrosso. L’innovazione vegetale può contribuire alla riduzione di questo fenomeno, grazie allo sviluppo di varietà e di prodotti a minore deperibilità: ridurre il deterioramento di derrate e cibi significa limitare la formazione di rifiuti, con un impatto positivo anche in termini di sostenibilità ambientale” ha aggiunto Carli.
“Il Premio Nobel per la Pace 2020 assegnato al World Food Programme delle Nazioni Unite, evidenzia il ruolo centrale che la disponibilità e l’accesso al cibo giocano per il mantenimento della pace. La mancanza di cibo è spesso causa di guerra. Gli strumenti innovativi che possono incrementare la capacità produttiva dell’agricoltura devono essere valutati anche in questa ottica, perché consentono di ottenere varietà vegetali più resistenti a stress ambientali e adattabili ai diversi contesti di coltivazione” ha concluso Carli.

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