Volontariato, ricchezza d’Italia: gente comune che fa cose straordinarie
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Il volontariato è una delle grandi ricchezze d’Italia. Qualcuno ha pensato di candidarlo all’Unesco per la “patente” di patrimonio immateriale dell’umanità. Qualcun altro ha addirittura pensato al premio Nobel per la pace, sempre più spesso assegnato dall’Accademia di Oslo a soggetti collettivi. Durante il lockdown di marzo, aprile e parte di maggio, decretato dal Governo per arginare il contagio da coronavirus, in ogni cantone d’Italia, i più svariati movimenti, più o meno organizzati, si sono spesi per il prossimo. Senza risparmio. Senza interesse alcuno. Tutti i soggetti collettivi organizzati del variegato mondo del volontariato vanno a comporre il cosiddetto Terzo Settore. Che, regolamentato da una norma del 2017, raccoglie qualcosa come trecentomila associazioni. Un “Settore” in cui confluiscono associazioni di volontariato e di servizio civile, associazione di promozione sociale, imprese sociali, ex onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e via elencando, denominate anche enti no profit, vale a dire che non perseguono scopo di lucro, al contrario delle imprese tradizionali che operano sui mercati. In poche parole, la principale finalità è l’esercizio di attività con finalità civiche o di utilità sociale. Per concludere con le premesse generiche, va detto che è stato costituito il Registro unico nazione che comprende le ODV, Organizzazioni di volontariato, le APS, Associazioni di promozione sociale e tutti gli altri enti previsti dalla legge di riferimento. Innumerevoli le iniziative in Puglia. Tra le ultime quella relativa ai Progetti di Vita indipendente, voluta dalla Regione Puglia in favore delle persone con disabilità. Le domande possono essere presentate fino al 30 ottobre. L’avviso pubblico dell’Ente di via Gentile finanzia misure e tecnologie necessarie per l’autonomia personale, per l’inclusione socio-lavorativa e per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, anche senza il supporto familiare. Nello specifico, sono due gli interventi attivi: quello per progetti di vita indipendente rivolto a persone diversamente abili con invalidità al 100% (fino a 15mila euro) e quello per progetti PRO.VI “Dopo di noi” rivolto a persone con disabilità motorie o intellettive e ai non vedenti (fino a 20mila euro). Ho voluto dettagliare l’informazione, proprio per dare il senso di quel che si può intendere per Terzo Settore. D’altro canto, in molte città, Bari compresa, ogni sera gruppi di volontari provenienti dalla città e dalla provincia distribuiscono gratuitamente pasti caldi a chi non possiede nulla, tantomeno una casa, tantomeno la possibilità di mangiare qualcosa di buono. Altri due esempi. A Bari opera da anni l’associazione Il Vaso di Pandora, “che mi onoro di presiedere” che ha organizzato svariate distribuzioni di prodotti alimentari (numerose durante i mesi della clausura dovuta alla pandemia), il progetto casa-famiglia, il progetto per Amatrice, con la presenza dell’ex sindaco Sergio Pirozzi, i pranzi per i senza tetto, iniziative nel carcere di Bari. E a Capurso, centro a ridosso di Bari, l’associazione Civitas Mariae attua il progetto RiCibiamo, finanziato dalla Regione e attuato in rete con parrocchie, Caritas territoriali e i Comuni di Capurso, Triggiano, Adelfia, Cellamare e Valenzano, compresi nell’Ambito sociale, utilizza il cibo delle mense scolastiche non utilizzato per (letteralmente) “dar da mangiare agli affamati”. A Caprarica, paesino in provincia di Lecce, è stato aperto il Ristorante sociale. L’iniziativa è stata finanziata con i fondi dell’Ambito socio-sanitario di Martano, con i fondi del PON inclusione sociale per la lotta alla povertà e prevede che si possa mangiare in un “vero” ristorante gratuitamente o pagando tre o quattro euro. In questo caso, la ricaduta occupazionale (le cooperative sociali danno lavoro a decine di migliaia di persone: altro aspetto fondamentale del Terzo Settore). Ho voluto fare alcuni delle centinaia, forse migliaia di esempi di iniziative che costellano la Puglia solidale, dove protagonista è la gente comune che fa cose straordinarie. La gente comune che si spende per la gente. Senza mai chiedere nulla in cambio.

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