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Munizioni al piombo nelle zone umide, LIPU chiede agli europarlamentari di chiudere la partita
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La striscia

Lettera dell’associazione agli europarlamentari: il piombo mette a rischio milioni di uccelli selvatici e l’ambiente

“Sostenere la storica messa al bando delle munizioni al piombo nelle zone umide votata a settembre dalla Commissione del regolamento europeo Reach, senza cedere alla pressione delle lobby della caccia che vorrebbe emendarlo e indebolirlo”: questo in sintesi il contenuto di una lettera inviata ieri dalla Lipu-BirdLife Italia agli europarlamentari dove si denuncia il tentativo della lobby della caccia di sollevare alcune obiezioni con l’obiettivo di far sì che il testo già approvato a settembre venga rimandato alla Commissione Reach e riconsiderato, attenuandone alcuni importanti aspetti. In particolare, il tentativo passa attraverso una diversa definizione di zona umida e delle zone “cuscinetto”, quelle zone cioè che impediscono che i colpi sparati all’esterno delle zone umide finiscano nei laghi e nei fiumi.
“Le obiezioni avanzate dai cacciatori – afferma Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia – mettono a rischio ogni anno oltre un milione di uccelli acquatici per avvelenamento da ingestione di piombo, l’habitat in cui vivono e la salute di tutti. Tutto ciò quando invece si potrebbe benissimo fare a meno di munizioni al piombo e ricorrere a consolidate soluzioni alternative. “Per queste ragioni – prosegue il presidente della Lipu – chiediamo di agire secondo le conoscenze scientifiche disponibili e di non sostenere, nel voto di ottobre, alcuna obiezione nell’ambito della Commissione Envi. “Del resto – aggiunge – l’Unione europea, già 25 anni fa, si era impegnata a bandire le munizioni al piombo dalle zone umide, e la recente proposta della Commissione Reach include una tempistica più che adeguata per la transizione. “Il 2021 dovrà vedere la piena applicazione del divieto o ulteriori ritardi – conclude il presidente della Lipu – metterebbero a repentaglio la vita di milioni di animali e di habitat naturali rari e preziosi e, in ultima analisi, la stessa salute umana”.

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