Vaia due anni dopo: la Magnifica Comunità di Fiemme riparte dalla verifica della gestione forestale
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Era il 29 ottobre 2018 quando la tempesta distrusse in Italia oltre 42 mila ettari di boschi, di questi quasi 20 mila in Trentino. Tre miliardi di danni, 8 morti: è riassumibile in questi dati la devastazione provocata dalla tempesta Vaia nell’arco alpino – dalla Lombardia al Friuli – quella sera. In provincia di Trento, ha provocato i danni a quasi 20 mila ettari di foreste, per un totale di 350 mila euro. A distanza di due anni, sono 552 i cantieri aperti per liberare il territorio dagli alberi abbattuti: ben 345 le imprese coinvolte. Oggi, è proprio da questi boschi che parte la risposta alla crisi climatica: in particolare dalla resilienza e la resistenza delle foreste di proprietà della Magnifica Comunità di Fiemme, che ha scelto di verificare gli impatti positivi della gestione forestale responsabile sui servizi naturali offerti dai boschi, attraverso la procedura messa a punto da FSC, la Ong internazionale che opera per la gestione forestale responsabile. Recentemente la “Magnifica” ha raggiunto, infatti, il nuovo traguardo di questo percorso di sostenibilità: la verifica e la quantificazione degli impatti della gestione forestale su aspetti come stock di carbonio (1.923.368 tonnellate di CO2 sequestrate ogni anno), salvaguardia della biodiversità e conservazione della qualità dell’acqua (i rimboschimenti effettuati negli ultimi 20 anni ammontano ad oltre 400 ettari), nonché le ricadute positive sui servizi turistici e ricreativi offerti al territorio. Al progetto hanno partecipato l’Ente di Certificazione CSI, lo studio Gallozzi ed Etifor. Estesa tra la valle omonima, la Val di Fassa e l’Alto Adige, l’antica vicinìa “Magnifica Comunità di Fiemme”, in Trentino, gestisce fin dalle sue origini (nel lontano 1111) l’esteso patrimonio arboreo dei Comuni di Moena, Predazzo, Ziano, Panchià, Tesero, Cavalese, Varena, Daiano, Carano, Castello-Molina e Trodena: qui le foreste sono da sempre il fulcro dell’economia e della società locale, e il loro utilizzo responsabile ha permesso la trasmissione di questa immensa ricchezza fino ai giorni nostri. A riconferma di questo impegno secolare, nel 1997 la “Magnifica” ha deciso, prima realtà in Italia e di tutto l’arco alpino, di dare garanzia di queste pratiche attraverso l’adesione agli standard di gestione forestale FSC; ciò ha permesso inoltre un maggior riconoscimento a livello nazionale e internazionale dell’origine sostenibile dei prodotti forestali, tra cui i segati e il tavolame di abete rosso e bianco, di larice, di pino silvestre e cembro.

“Con quest’ultima verifica la Magnifica Comunità di Fiemme sarà in grado di trasmettere all’opinione pubblica la consapevolezza che le proprie foreste possiedono una valenza ben superiore al quantitativo di alberi e di legname che sono grado di produrre” è il commento di Giacomo Boninsegna, Scario della comunità. “L’ossigeno che respiriamo; l’acqua pura che beviamo; la stabilità idrogeologica del territorio in cui viviamo; la biodiversità da cui dipendiamo e che rende meraviglioso il nostro territorio, sono tutti elementi di vitale importanza”. La verifica presentata dalla Magnifica arriva a pochi mesi di distanza da altre esperienze simili, a cominciare dalla prima verifica in Italia e nel mondo registrata a fine 2018 dal gruppo di certificazione Waldplus (2.706 ettari in Trentino – Alto Adige, Veneto e Lombardia), Azienda Agricola Rosa Anna e Rosa Luigia (406 ettari in Lombardia), Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve (1.448 ettari in provincia di Firenze, Toscana) ed ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (16.594 ettari in Lombardia). “Questo nuovo traguardo segna un ulteriore passo avanti nella valorizzazione della gestione forestale responsabile nel nostro Paese” commenta di Diego Florian, Direttore di FSC Italia. “È attraverso la promozione di questi servizi, la spinta verso una maggiore resilienza, le partnership per gli obiettivi e la comunicazione dei benefici apportati che prepariamo territori e persone alla sfida più grande di questo secolo: i cambiamenti climatici e il nostro lascito alla generazioni future”.

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