“Niente datteri ma pesce povero e locale”: l’appello per il cenone che salva biodiversità e pesca artigianale
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Spaghetti al sugo di pesce povero, sgombro al forno con patate e pomodorini o con un sugo alla pizzaiola. Sarago al forno o al cartoccio, rotolini di alici al forno. Sono tante le ricette gustose, economiche e salutari che possiamo preparare con il cosiddetto pesce povero, quello eccedentario, che troviamo in abbondanza nei nostri mari. Alici, sugarello, sgombri, aguglia, lampuga e altri pesci e crostacei locali. Gli ingredienti giusti per preparare gustosi cenoni di Capodanno, rispettando la tradizione ma anche l’ambiente e il mare. Con prodotti locali e disponibili in gran quantità si possono preparare antipasti, primi e secondi piatti di mare nel solco della tradizione. Insieme a lenticchie e verdure sfuse, senza packaging e senza posate di plastica usa e getta si può festeggiare rispettando anche l’ambiente. Il cosiddetto pesce povero, eccedentario e locale è buono, salutare, fa bene alla biodiversità del nostro mare e alla piccola pesca artigianale. Se ne trova in gran quantità ed è economico. Consumandone di più, evitiamo la pressione eccessiva di pesca nei confronti di specie più richieste e in diminuizione nei nostri mari. Il 33% delle specie nel Mediterraneo sono infatti pescate al di là del loro limite biologico sostenibile. E si stima che nel 2050 negli oceani ci saranno, in peso, più rifiuti plastici che pesci. Un’emergenza da combattere anche e soprattutto a tavola, modificando i nostri consumi.

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