Scarti di lana, con Lokalana diventeranno coperture e fertilizzanti per l’agricoltura
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Si è concluso il 29 Gennaio scorso l’hackathon “Onda Z @ Klimahouse 2021”, organizzato da Onde Alte, B Corp e laboratorio multidisciplinare di innovazione sociale, in collaborazione con Klimahouse e con il sostegno dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia di Bolzano. L’hackathon ha visto sfidarsi a colpi di idee e proposte di soluzioni alla crisi climatica in corso circa 60 partecipanti, dai 19 ai 30 anni provenienti da tutta Italia, divisi in 10 team, ognuno con il nome di uno degli spot più importanti per surfisti e velisti, in tutto il mondo.

Dopo 3 giorni di lavori, la giuria composta da esperti del settore delle numerose aziende partner ha premiato Lokalana, un’innovativa soluzione per abbattere lo spreco della lana, in particolare nel territorio dell’Alto Adige, dove ogni anno vengono buttate oltre 60 tonnellate di scarti.

L’idea di Lokalana è stata presentata dal team Cyclops, composto da 6 giovani (2 ragazzi e 4 ragazze) studenti della facoltà di Design della Libera Università di Bolzano, tra i 19 e i 23 anni. Cuore dell’idea è il riutilizzo degli scarti di lana per creare coperture e fertilizzanti per l’agricoltura, sfruttando le proprietà di questa fibra tessile naturale.

Una volta degradata, la materia prima, infatti può essere utilizzata come fertilizzante ed elemento di protezione per il suolo secondo la pacciamatura, una tecnica naturale utilizzata in agricoltura che serve a mantenere caldo il terreno nel periodo invernale e fresco in estate, riducendo la necessità di annaffiare. La copertura è pensata per proteggere le coltivazioni dagli sbalzi di temperatura e dai raggi UV.

Il team Cyclops ha vinto un percorso di consulenze per lo sviluppo del progetto con NOI techpark di Bolzano, l’Hub dell’innovazione dell’Alto Adige dove Aziende, Istituti e Università collaborano a nuovi progetti di ricerca e sviluppo.

Menzione speciale al team Puerto Escondido, che, col progetto Io USO sfUSO si pone l’obiettivo di creare una rete di piccoli produttori locali, partendo dalla realtà territoriale di Varese, per incentivare comportamenti sostenibili e l’acquisto di prodotti sfusi da parte del consumatore.

I partner del progetto e la giuria

Hanno supportato l’evento Croce Rossa italiana, Ashoka, Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture; EIIS – European Institute for Innovation and Sustainability, CeSMA – Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati; BaLab – Università degli studi di Bari Aldo Moro.

I 10 team in gara, durante l’Hackathon, sono stati accompagnati da alcuni mentor esperti di Onde Alte in un percorso di progettazione che segue l’approccio del Design Thinking. Inoltre, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di ricevere feedback da alcuni esperti dei temi trattati (mobilità sostenibile; energie rinnovabili; architettura sostenibile; ingegneria edile; economia circolare e consumo consapevole; agricoltura e allevamento sostenibile). 

Sorpresa per le ragazze i ragazzi in sfida, la presenza di Luca Mercalli, climatologo, divulgatore scientifico, accademico italiano e Presidente della Società Meteorologica Italiana onlus / Nimbus che nel corso della due giorni ha dialogato con i partecipanti dando spunti e elementi di riflessione per approfondire il tema della crisi climatica e le azioni che si possono fare per fermarla.

“Vedere la passione, preparazione e tenacia dei 60 ragazzi che hanno partecipato all’hackathon è per noi la conferma che la Generazione Z possiede realmente una spiccata sensibilità per le questioni sociali e ambientali che riguardano l’intera società. Crediamo infatti che l’inclusione di idee, opinioni, capacità, energie di ragazze e ragazzi nel processo di cambiamento della nostra società e nel disegno del nostro futuro, non è solo giusto, ma fondamentale. Ed è per questo motivo che il coinvolgimento di giovani di diverse età nel percorso di Onde Alte e nei progetti che realizziamo è per noi una costante.” conclude Massimiliano Ventimiglia, CEO e fondatore di Onde Alte.

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