Trivelle, “Serve stop europeo”: 63 eurodeputati scrivono alla Commissione
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Per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e tener fede agli Accordi di Parigi occorre vietare le trivellazioni, sia in mare sia in terra, che tra le attività legate alle fonti fossili sono una delle più pericolose” – così Eleonora Evi, eurodeputata dei Verdi europei, cofirmataria della lettera indirizzata alla Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen da 63 parlamentari europei, provenienti da quattro gruppi politici diversi e dal gruppo misto.

Un’ottima occasione per mettere al bando le trivellazioni si presenterebbe con la revisione della Direttiva UE sulla sicurezza delle operazioni offshore, che tuttavia, sulla base del report di valutazione pubblicato lo scorso novembre, la Commissione non sembra aver pianificato. Modificare la Direttiva, secondo gli eurodeputati, è invece fondamentale per dare una risposta efficace alle sfide date dalle trivelle all’ambiente marino e alle persone. Lo stesso report della Commissione evidenzia, infatti, che gli Stati membri non solo autorizzano un numero sempre maggiore di infrastrutture, ma non le monitorano, e aumenta quindi concretamente il rischio di incidenti come quello DeepWater Horizon del 2010.

Secondo Marie Toussaint, europarlamentare del gruppo Verts/ALE e promotrice della lettera, “rifiutando di rivedere questa Direttiva, la Commissione sta ostacolando la possibilità di mettere finalmente un termine a queste installazioni che distruggono il clima e la biodiversità dei mari. Alcuni Stati membri, come Italia, Francia e Danimarca, hanno dimostrato invece che questo è possibile.”

La moratoria sulle trivelle introdotta in Italia due anni fa sta per scadere” – ricorda Eleonora Evi – “benché le speranze fossero già minime, è facile immaginare che la crisi politica in corso abbia dato il colpo di grazia al PiTESAI (Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee) e che nuove trivellazioni nelle acque italiane stiano per essere autorizzate. Se il governo italiano non riesce ad agire, tocca all’Unione europea prendere una posizione netta e vietare le attività di prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi, che non sono compatibili con il Green Deal europeo, puntando invece con determinazione e coerenza sulle rinnovabili.”

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