Salute e politica ambientale fra Recovery Plan e investimenti
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La striscia disallineata

Il default climatico e i gravi rischi biodiversità in conferenza da remoto organizzata dal Comitato Scientifico della Fondazione Democrazia Cristiana. 

Roma – “Agroecologia e fondi Europei”: questo il titolo del Convegno che il professor Antonino Giannaccone, presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Democrazia Cristiana aprirà domani, alle 18 in diretta webinar. Un complesso di temi di particolare interesse ed attualità, sui quali dovranno concentrarsi gli impegni del nuovo governo. Soprattutto per compensare almeno in parte i ritardi fin qui accumulati e gli investimenti effettuati con scarsi risultati.

Moderatore del Convegno l’On.le Vitaliano Gemelli, già eurodeputato e componente di diverse Commissioni, coordinatore dell’Area Vasta 4 del Comitato Scientifico. Il professor Luigi Montano, urologo ed antrologo, quello de “Il Clima sempre più caldo minaccia la fertilità maschile”, farà il punto su ”Rischi sempre più gravi per la Salute ambientale”, dato che è ormai noto che l’aumento delle temperature danneggia l’apparato riproduttivo negli uomini più che nelle donne. Ma non solo. “Recenti studi su alcune specie animali, come farfalle e coleotteri, dimostrano che l’aumento delle temperature sta contribuendo alla loro estinzione considerato che l’apparato riproduttivo maschile e gli spermatozoi sono molto sensibili al caldo”. 

L’ingegnere Marco Stefanin esperto di ingegneria naturalistica, landscape ecology, pianificazione urbanistica, bonifiche e monitoraggi tratterà sugli aspetti e le conseguenze dell”“Impatto Ambientale e Matrice Atmosfera”. Sarà poi compito della professoressa Lucia Lo Palo darci una nuova proposta, se non anche una visione più direttamente politica su “ Recovery Plan ed investimenti Green per il futuro del Paese”. Spetterà al professor Giuseppe Altieri docente di fisiologia-entomologia, esperto di Agroecologia illustrare un piano, con molti interrogativi, sugli sviluppi futuri “ Next Generetion Eu” ovvero: “Fondi Europei: sviluppo rurale e salute ambientale. A che punto siamo?”. Siamo nella condizione, ha brevemente ma maliziosamente anticipato il professor Altieri che: “Speriamo che questa marea di soldi non si perda per lo più in azioni senza risultato ambientale e sanitari, come purtroppo è stato in quasi 30 anni di politiche agro-ambientali” . (a.p.)

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