La gabbia verde e la guerra green, ovvero i paradossi della crescita “sostenibile”
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La striscia disallineata

La gabbia verde – Oggi ho letto la bella notizia che da 70 anni la popolazione della nostra provincia di Grosseto è rimasta stabile. Per gli economisti ed i politici questa è una notizia mostruosa e terribile a cui occorre porre rimedio e che non deve essere diffusa. Eppure non si sta affatto male, la sanità funziona, il territorio è poco cementato ed il coronavirus ha colpito molto meno rispetto al resto del paese. In Italia siamo passati da 21 milioni dall’unità d’Italia ai quasi 60 milioni attuali, con una densità pari a 197 abitanti per chilometro quadrato mentre la provincia di Grosseto ha una densità pari a 48 abitanti per Kmq. Per avere questa stessa densità in Italia dovrebbero esserci 14,5 milioni di abitanti invece dei 60 milioni che siamo. Cosa si è ottenuto con questo aumento incredibile di persone? Nulla di buono: alienazione, inquinamento a livelli incredibili e diffuso, falde e agricoltura avvelenate, mancanza di lavoro, diffusione veloce di malattie e caos amministrativo. Ovviamente con maggiore virulenza nelle regioni più densamente abitate. Cosa hanno pensato i governi negli ultimi 100 anni? A raccontarci il ritornello che non cresciamo abbastanza, prima per essere utilizzati nelle guerre poi per essere “addestrati” sin dall’infanzia a consumare onde supportare l’attuale economia a sviluppo infinito. Ciò ha consentito agli economisti di diventare i nostri veri padroni e a noi di essere considerati come dei conigli in gabbia, che dovrebbero preoccuparsi solo di riprodursi a più non posso e consumare tanta erba. Non a caso gli economisti sono adorati come lo è il padrone che porta ad essi il cibo, ignari della fine che faranno. Occorrerebbe decrescere e ritornare a numeri compatibili per poter avere una vita meno alienante e non di lotta permanente contro la natura. Ma questa, purtroppo, è una pia illusione perchè gli economisti e indistintamente tutti i politici non ci daranno mai la possibilità di uscire da questa gabbia in cui ci hanno infilato. L’unica differenza è che ora la stanno verniciando di verde (economia circolare, transizione ecologica, energia green) ma tenendola ben chiusa.

Guerra verde – Ho fatto dunque presente che in Provincia di Grosseto stiamo bene anche senza crescere di numero. Ovviamente i fautori della crescita “green” non smettono di agire lottando strenuamente. Un mio amico mi ha girato una pagina di giornale in cui in ordine troviamo tre comuni in Provincia di Grosseto alle prese con lo “sviluppo sostenibile” e la modernità che, come dice qualcuno, non si può fermare per una rana (cioè per la natura): 1) un’antenna telefonica mostruosa a pochi metri da una riserva naturale, quando è dimostrato che entro 300 m queste antenne riducono drasticamente il successo riproduttivo degli uccelli ed interferiscono nella biologia di piccoli mammiferi, con una grotta a pochi passi, nella quale noi facemmo rinnovare la chiusura con un cancello per proteggere una delle più importanti colonie della Toscana, con un progetto LIFE. Inoltre l’antenna trasmette sulla testa della gente che abita quel paese. 2) Richiesta di installare un impianto fotovoltaico, anche questo mostruoso, di ben 110 ha (un milione e centomila metri quadri). Richiesta per ora respinta dalla Regione Toscana ma non bisogna mai cantare vittoria, qualche esperto prezzolato insisterà a lungo e, immagino, presentando una “perfetta” relazione ambientale. 3) Riempire una cava, ora zona umida, di gessi rossi inquinanti tanto per non farci mancare nulla della civiltà del benessere.

Viva l’Italia super Green e ancora non sono arrivati 209 miliardi.

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