La parità di genere nelle comunità forestali riguarda tutti noi: una guida per tutti i paesi del Mondo
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Il documento pubblicato da CIFOR Forest tenure pathways to gender equality: A practitioner’s guide riaccende una luce sulla relazione tra equità di genere e gestione forestale, fornendo ad operatori, ONG, società civile e Governi strumenti per promuovere il gender balance in contesti forestali comunitari.

L’importante ruolo svolto dalle donne nella silvicoltura sostenibile è ampiamente riconosciuto a livello internazionale; tuttavia, sebbene il contesto politico e sociale per affrontare la disuguaglianza di genere sia migliorato negli ultimi anni, le donne continuano a essere escluse da molti compiti e svantaggiate da diritti di proprietà. Non infrequenti sono poi i casi di discriminazione e pregiudizi.

In molti casi infatti le disparità di genere sono addirittura sanzionate dalla legge: uno studio della Banca Mondiale ha rilevato come 9 Paesi su 10 nel mondo abbiano attualmente almeno una legge che ostacola le opportunità economiche delle donne. Certo, i contesti e i riferimenti possono essere anche molto diversi; pensare però che questi problemi siano esclusivamente relegati a Paesi in via di sviluppo è fuorviante: le discriminazioni di genere, in diverse forme, esistono anche in contesti economici e sociali più avanzati, e secondo dati Eurostat ripresi da UNECE, la percentuale di donne impiegate nel settore forestale in Europa è rimasta abbastanza costante tra il 2008 e il 2016, con percentuali che vanno dal 13% nella silvicoltura, al 16% nella produzione di legno e al 28% nella produzione di carta.

La nuova pubblicazione di CIFOR Forest tenure pathways to gender equality: A practitioner’s guide fornisce molteplici spunti come buone pratiche, approfondimenti di casi di studio, risultati della ricerca in continenti come Africa, Asia e America Latina e rappresenta una preziosa risorsa per supportare interventi di cambiamento nelle realtà forestali comunitarie. Come risulta dal testo, non esiste un unico approccio per raggiungere l’uguaglianza di genere, ed ecco perché queste attività devono essere create a partire da un framework basato su tre passi: l’analisi, la creazione di una strategia e la realizzazione delle attività programmate.

L’altro punto fondamentale che emerge dalla Guida è che concentrarsi sulle relazioni dinamiche tra uomini e donne (piuttosto che esclusivamente sulle donne) ha una maggiore probabilità di fornire indicazioni per cambiamenti positivi: come dimostra il caso che analizza la migrazione maschile, l’equità di genere e la silvicoltura comunitaria in Nepal, una migliore condizione della donna non si traduce de facto in una occupazione dei ruoli lasciati vacanti dagli uomini, ma deve tenere conto di elementi più complessi come le norme sociali e la partecipazione alla vita della comunità.

È chiaro quindi che la soluzione ad un problema così articolato non si può basare esclusivamente su azioni di empowerment: le comunità forestali e il settore forestale in generale possono essere resi più inclusivi agendo su diritti e sistemi di supporto delle donne, ma è solo quando le questioni (e le soluzioni) vengono estese a dimensioni come la vita pubblica, la società civile e il settore privato che le azioni intraprese ottengono il massimo del risultato.

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