Grandi navi a Venezia, laguna ancora in pericolo: non entrano dalla porta ma dalla finestra
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La striscia disallineata

Per gentile concessione dell’autrice, giornalista e scrittrice tedesca che da trent’anni vive a Venezia, una precisazione al decreto sul traffico nel Canal Grande.

Ancora una volta è arrivato il momento delle favole: no, il governo NON ha deciso di vietare l’ingresso alla laguna, le grandi navi ora entreranno attraverso il canale dei petroli, questo è solo un piccolo cambiamento cosmetico che non cambia nulla alla sostanza, cioè alla distruzione della laguna. Perché nessuno si prende la briga di leggere il decreto legge? Si tratta solo di non poter più passare in prossimità della Piazza San Marco. Con questo, il governo italiano vuole salvare la faccia davanti all’Unesco, che ha minacciato di mettere Venezia nella lista nera del patrimonio mondiale in pericolo. Se le grandi navi entrano ora attraverso il canale dei petroli, non cambierà nulla: ogni passaggio di una petroliera o di una nave da crociera crea un piccolo tsunami nella laguna, ed è per questo che il canale dei petroli è considerato un killer della laguna fin dagli anni 60. Smettetela con queste favolette e provate a fare un po’ di giornalismo. Ma la cosa migliore della scemenza del decreto del governo è che le multinazionali delle crociere per l’ormai perduto passaggio oltre Piazza San Marco sono ora da RISARCIRE, da parte dello Stato (= tutti gli italiani). È un po’ come se un sicario dovesse essere risarcito dalle sue vittime per non essere in grado di portare a termine il suo contratto di omicidio su di loro.

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