Consumo di suolo e fotovoltaico, i conti non tornano
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Per l’eccessivo consumo del suolo nel 2030 l’Italia dovrà affrontare un costo di 100 miliardi, quasi la metà del PNRR e mancheranno oltre 4 milioni di prodotti agricoli. Il rimprovero di Romano Prodi per i troppi sussidi alle rinnovabili

Roma, 15 luglio 2021 – L’ultimo allarme lo ha lanciato ieri il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, nel corso della presentazione del “Rapporto sul consumo di suolo in Italia 2021″. Con una annotazione particolare – anche se necessiterebbe di maggiori approfondimenti – sulla transizione ecologica, fotovoltaico ed in genere fonti rinnovabili per l’energia elettrica, emerge: ”…il fotovoltaico meglio sui tetti che a terra: solo in Sardegna ricoperti più di un milione di mq di suolo, il 58% del totale nazionale dell’ultimo anno. E si prevede un aumento al 2030 compreso tra i 200 e i 400 kmq di nuove installazioni a terra che invece potrebbero essere realizzate su edifici esistenti. Il suolo perso in un anno a causa dell’installazione di questa tipologia di impianti sfiora i 180 ettari. Dopo la Sardegna è la Puglia la Regione italiana che consuma di più con tale modalità, con 66 ettari (circa il 37%). La copertura artificiale del suolo italiano nel 2020, nonostante le chiusure Covid-19 ha corso alla velocità di 2mq al secondo e, se rimanesse tale, i danni costerebbero cari e non solo in termini economici”.

E le conseguenze sono facilmente comprensibili: “Dal 2012 ad oggi il suolo non ha potuto garantire la fornitura di 4 milioni e 155 mila quintali di prodotti agricoli – prosegue il Rapporto – l’infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana, lo stoccaggio di quasi tre milioni di tonnellate di carbonio. E a livello nazionale le colate di cemento non rallentano: ogni italiano ha a disposizione circa 360 mq di cemento (erano 160 negli anni ’50)” e le percentuali si confermano alte anche nei territori a pericolosità sismica alta dove il 7% del suolo risulta ormai cementificato”.

Dunque problemi abbastanza seri per il nostro Paese come ha ricordato qualche settimana fa anche Romano Prodi: ”…perché, negli scorsi anni, abbiamo speso l’enorme somma di 130 miliardi di euro in sussidi per passare al rinnovabile. Una prevalente parte di queste risorse, peraltro non gestite in modo ottimale, è stata impiegata per l’acquisto di pannelli solari cinesi o di pale eoliche di provenienza estera. Abbiamo fatto quindi un lodevole sforzo per l’ambiente ma, non essendo stato accompagnato da una strategia industriale, il nostro impegno non è stato compensato da un parallelo progresso delle strutture produttive italiane.”

Questo fra l’altro, va ribadito, comporta la perdita di 4 milioni e 155 quintali di prodotti agricoli prevalentemente destinati all’alimentazione umana. Una raccomandazione al Sottosegretario Gian Marco Centinaio: nel nuovo “Patto rurale” che vi apprestate a sottoscrivere, per favore, si scrivano ben chiari e forti provvedimenti contro queste pericolosità.

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