Il global business dell’utero in affitto sbarca a Milano, Meloni: “Sala dichiari l’indisponibilità”
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Elena Livia Pennacchioni
Vedo il mondo da 1 metro e 60, l'altezza al garrese del mio Attila. Sono l'addetta stampa della biodiversità, romana di nascita e veronese d'adozione, ma con il cuore ha in Umbria. Scrivo di animali, piante e qualche volta di come l'uomo riesce a salvarli!

“Stai considerando opzioni alternative di genitorialità? Qui troverai informazioni sull’affido e sulle adozioni, discussioni su argomenti di portata internazionale quali il trattamento dei donatori, la maternità surrogata e le opzioni per le coppie e le persone LGBT”. Le faq del sito unsognochiamatobebe.it  parlano chiaro: l’evento che si terrà a Milano il 20 e il 21 novembre di quest’anno sarà “un evento unico nel suo genere dove troverete, in un solo luogo, specialisti, consigli, prodotti, informazioni affidabili e supporto per aiutarvi a fondare o a espandere la vostra famiglia”. Il tutto condito da irresistibili fotografie di neonati con gli occhi di tutti i colori del mondo. Insomma, that’s global business. E poco importa che si tratti di mettere in vetrina la commercializzazione della maternità e della paternità, di fare soldi – per le numerose cliniche specialistiche che pagano per esporre i loro servizi durante i giorni di fiera – vietando ai nascituri di avere nella propria vita uno o entrambi i genitori biologici, né che in Italia la maternità surrogata sia una pratica illegale. Se ce ne fosse stato bisogno, ecco la testimonianza in più che, spingi di qua con un decreto legge e tira di là con una fiera B2C (Business to consumer, ovvero eventi rivolti al consumatore), l’obiettivo finale rimane legalizzare la smania di genitorialità omosessuale a costo della mercificazione di bambini innocenti.

Non si fa attendere il commento di Giorgia Meloni che, alla guida di Fratelli d’Italia, ha da sempre schierato il suo totale disaccordo sul tema e che questa volta, chiama in causa il sindaco di Milano Beppe Sala. “Pare che a Milano sia in arrivo “Un sogno chiamato bebè”, un evento che avrebbe come scopo quello di pubblicizzare l’utero in affitto. Un vero e proprio “supermarket dei bambini” già presente a Parigi (con tanto di aziende, venditori e acquirenti) e pronto a diffondersi anche in Italia. Chiedo ufficialmente al sindaco Sala di dichiarare l’indisponibilità della città di Milano ad accogliere l’evento, altrimenti Fratelli d’Italia darà battaglia affinché questo scempio venga fermato. Giù le mani dai bambini e dalle donne: la maternità surrogata è un abominio e l’utero in affitto deve diventare reato universale”.

Restiamo in attesa della replica del primo cittadino meneghino che tuttavia, all’avvio della competizione in vista delle elezioni comunali, temiamo possa scegliere di non urtare troppo la sensibilità di quello che considera il suo elettorato arcobaleno.

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