Imprese: ‘Direzione Nord’, la transizione ecologica che può spingere lo sviluppo
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(Adnkronos) – La transizione ecologica e i futuri scenari in materia energetica ma anche le sfide che stanno affrontando le imprese in un momento non facile di aumento delle bollette che rischia di colpire aziende già provate dalla pandemia. Questi i temi al centro di ‘Energia e sviluppo economico, fronteggiare l’emergenza e favorire la transizione’, uno dei panel mattutini nell’ambito della rassegna Direzione Nord – A True Event, giunta alla 15esima edizione, evento organizzato in corso Magenta 61 a Milano dall’Associazione Amici delle Stelline e da Inrete con il patrocinio della Fondazione Stelline.  

“Le aziende continuano a subire un costo energetico. Dopo aver registrato un record di fatturato sulle esportazioni e un record sulla produzione ci troviamo di fronte al paradosso di avere su alcune filiere un picco di lavoro e non essere in grado di produrre e consegnare perché oggi non conviene aprire aziende e produrre a causa dei costi dell’energia – spiega Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico Regione Lombardia – Siamo intervenuti ad esempio con un manifesto sul settore automotive dove insieme alla filiera diciamo che non mettiamo in discussione gli obiettivi di decarbonizzazione europei, ma chiediamo la piena neutralità tecnologica affinché gli obiettivi si possano raggiungere in altri modi, non solo con le vetture elettriche”. 

“Abbiamo fatto delle proposte al governo, alcune sono entrate nei decreti – ha poi aggiunto Guidesi, a margine del suo intervento – però mi sembra evidente che le risorse messe a disposizione non bastano, ne servono di più per dare continuità alle aziende”.  

La transizione ecologica e una Milano più green sono al centro del programma dell’amministrazione. “Abbiamo partecipato a un bando europeo che speriamo di aggiudicarci perché abbiamo un progetto ambizioso su tre nuove riciclerie, che dovranno essere ad esempio Carbon neutral, e che dovranno avere al loro interno un centro per il riuso, tutto nell’ottica che il processo sia sempre più efficace – afferma Elena Grandi, assessora all’Ambiente e Verde Comune Milano – stiamo lavorando a quel progetto ambizioso che è il Piano Aria Clima, che al suo interno prevede, tra i diversi obiettivi, il restauro energetico e gli incentivi per ottimizzare le caldaie, sul privato e sul pubblico. Abbiamo pochi anni per mettere tutto a terra: si può e si deve fare tutto entro i termini previsti. Noi ci dovremo emancipare dalla dipendenza dal gas e ora con la guerra in Ucraina ne abbiamo avuto la prova provata”.  

Tra le conseguenze del conflitto troviamo infatti la volatilità dei prezzi dell’energia. “Noi abbiamo due fronti fondamentali che sono l’energia elettrica e il gas – aggiunge Gianni Castelli, Componente Collegio Arera – le valutazioni sui costi di questi materiali seguono parametri europei ma il problema è che in questo periodo c’è stata un’enorme volatilità. La soluzione è stata un intervento usando delle liquidità nelle casse per migliorare la situazione degli utenti gas, che si è tradotto in un 10% in meno delle bollette per questi settori”.  

All’interno del panel ci si è domandati come pensare un’indipendenza dal gas mantenendo l’obiettivo della transizione ecologica. “Bisogna tenere in mente tre fattori: la decarbonizzazione, una competitività di costo, e infine l’indipendenza e l’autonomia energetica. Questi tre fattori vanno messi insieme – dice Lorenzo Giussani, direttore Business Unit Generazione & Trading Gruppo A2A – noi in Italia abbiamo acqua, sole, i rifiuti nell’ottica di economia circolare, e abbiamo i biogas che sono in grande crescita. Nell’importante dialogo tra aziende e istituzioni possiamo dire che sull’obiettivo tendenziale siamo tutti allineati e questo è l’aspetto positivo. Lo sviluppo delle rinnovabili è essenziale. Noi punteremo sulla transizione energetica e sempre più il nostro ruolo sarà quello di agire con responsabilità per un progetto di futuro sostenibile”. 

Tra le nuove frontiere delle rinnovabili anche i progetti di recupero di calore: “C’è ad esempio un progetto sul territorio che recupera il calore dalle acque di scarico che hanno una temperatura elevata attraverso pompe di calore, raffrescando e riscaldando gli edifici”, ha affermato in collegamento Andrea Aliscioni, direttore Servizio Idrico Integrato MM. 

Se escludiamo il gas cosa ci resta? “Bisogna tenere lo sguardo alto per guardare lo sviluppo tecnologico ma serve anche un bagno di realismo – Paolo Giarda, responsabile Energie Rinnovabili Carbotermo – cosa possiamo utilizzare qui ed ora? Ora possiamo attingere a due fonti: la geotermia e le biomasse. Abbiamo realizzato già più di 100 impianti nell’area lombarda alimentati da fonti rinnovabili soprattutto con biomasse e geotermia”. 

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