Ucraina, Majorino: ‘Credo che ci saranno oltre 6 mld da Europa per sostenere chi fugge’
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“La pace passa dall’accoglienza”. Questo il titolo e il tema al centro dell’incontro nell’ambito della rassegna Direzione Nord – A True Event, giunta alla 15esima edizione, evento organizzato in corso a Milano dall’Associazione Amici delle Stelline e da Inrete con il patrocinio della Fondazione Stelline. Al panel hanno preso parte Pierfrancesco Majorino, Vicepresidente Commissione per lo Sviluppo e la Cooperazione Parlamento Europeo; Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana; Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità; Roberta Capella, Presidente SOS Villaggi dei Bambini; Andrea Bellardinelli, Responsabile Programma Italia Emergency; Davide Invernizzi, Direttore Area Servizi alla Persona Fondazione Cariplo; Lia Quartapelle, Deputata Commissione Affari Esteri.  

Cosa sta facendo l’Europa per l’emergenza profughi dovuta al conflitto in Ucraina? “Siamo davanti a una crisi enorme e dobbiamo mettere in campo scelte dirompenti – spiega Pierfrancesco Majorino, – Da alcune settimane siamo davanti a un esodo di proporzioni mai viste nel nostro spazio sociale e politico. È stata sospesa la regolamentazione attuale nella gestione dell’immigrazione, applicando la possibilità di concedere un permesso temporaneo per chi fugge dalla guerra, con un occhio di riguardo a interventi per i minori stranieri non accompagnati. Credo che ci saranno oltre 6 miliardi di matrice europea che sosterranno chi fugge dal conflitto per progetti di ricostruzione ma anche di cooperazione e sviluppo”.  

L’accoglienza però non è solo risorse: “Quando accogliamo donne e bambini permettiamo a chi combatte oggi in Ucraina di saperli al sicuro, e non è poco – afferma Lia Quartapelle – non è solo una questione di risorse. In Italia stiamo usando strumenti flessibili, come ad esempio un’accoglienza diffusa. Bisogna pensare all’idea di integrazione, in questo senso in primis quella scolastica per i bambini e poi anche quella lavorativa per le madri”.  

Fin dalle prime ore dopo l’inizio del conflitto, la risposta della cittadinanza e del terzo settore è stata dirompente, ma c’è sempre bisogno di aiuto: “Molti minori si sono affacciati ai confini senza nemmeno un conoscente, chi è arrivato qui invece è stato accompagnato spesso da un parente, c’è quindi una discrepanza tra questi due flussi – afferma Luciano Gualzetti, Direttore Caritas Ambrosiana – abbiamo ricevuto una disponibilità di un centinaio di parrocchie, sono stati messi a disposizione poi 300 appartamenti, oltre a circa tremila famiglie che hanno dato la loro disponibilità. Non è però così semplice: abbiamo spiegato loro che devono essere ritenuti idonei e per questo aspetto serve un’autorità che lo stabilisca”.  

Tra i profughi ci sono moltissimi minori: “I bambini abbandonati chiedono una relazione anche affettiva, quindi serve un tutoraggio di questo tipo e gli aiuti delle istituzioni devono andare anche in questo senso – dice Don Virginio Colmegna, Presidente Casa della Carità – C’è bisogno di pace, la guerra è una follia, come dice Papa Francesco, e deve tornare il linguaggio di pace”. L’accoglienza poi deve avere al centro i bisogni dei bambini: “Siamo impegnati nell’evacuazione di tanti minori non accompagnati – Roberta Capella, Presidente Sos Villaggi dei Bambini – Chiediamo che ci sia un’accoglienza di qualità, che vengano messi al centro i veri bisogni dei bambini. Con i minori stranieri non accompagnati bisogna pensare al legame con l’adulto di riferimento. I lacci burocratici devono essere velocizzati e resi più agili: accogliere con il cuore va bene ma non è una cosa semplice”.  

C’è anche chi è oggi sul campo: “La situazione è ogni giorno sempre più critica – racconta Andrea Bellardinelli, Responsabile Programma Italia Emergency, collegato direttamente dalla Moldavia – Noi qui siamo a supporto con un mezzo mobile e cerchiamo di aiutare le autorità locali. Credo che spesso la politica abbia la memoria corta, non c’è stata solo questa emergenza. Serve applicare quello che conosciamo, dare fiducia ai professionisti sul territorio. Ci vuole una lungimiranza per affrontare le accelerazioni che la storia impone e in questo senso serve avere delle scelte dirette dalla politica. Faccio un appello affinché la politica si sforzi di fare rete col terzo settore”. In che modo i privati possono aiutare? “La Fondazione Cariplo è un’associazione filantropica e per l’emergenza in Ucraina abbiamo stanziato 3milioni e 400mila euro per far partire una serie di azioni mirate per sostenere i progetti di accoglienza diffusa – Davide Invernizzi, Direttore Area Servizi alla Persona Fondazione Cariplo – Bisogna canalizzare tutti gli sforzi per non perdere la ricchezza di questa accoglienza e solidarietà: non va assolutamente sprecata”. 

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