Azovstal, gen. Battisti: “Può essere propaganda e simbolo per Russia e Ucraina”
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(Adnkronos) – “Ci sono diversi aspetti a mio avviso che caratterizzano la resistenza all’acciaieria Azvostal e che coinvolgono entrambe le parti, russa e ucraina. Un primo aspetto da considerare è la propaganda: i russi che potranno poi dire di aver distrutto questa guarnigione che è composta sostanzialmente da uomini del reggimento Azov che loro considerano neonazisti, ed è noto che uno dei motivi di quella campagna è proprio la denazificazione dell’Ucraina. Dall’altra parte c’è la propaganda ucraina per dimostrare che pochi uomini, pur in condizioni monto difficili, senza munizioni sotto il fuoco tambureggiante dei russi, resistono perché difendono un pezzo del territorio ucraino”. Lo ha detto all’Adnkronos il generale Giorgio Battisti, del Comitato Atlantico Italiano, in merito alla lunga resistenza ucraina nell’acciaieria Azvostal. 

“Un altro aspetto importante è che Azvostal è diventata un simbolo: per gli ucraini un simbolo della resistenza, della volontà dell’Ucraina di resistere agli invasori; per i russi un simbolo perché considerano tutto il Donbass e quella striscia di litorale propria, per cui conquistare quell’acciaieria significherebbe dimostrare che possono farcela contro gli ucraini – ha continuato Battisti -. Questo anche in previsione della parata del 9 maggio a Mosca e in altre città russe, per celebrare la vittoria proprio sui nazisti al termine della Seconda guerra mondiale”.  

“Poi ci sono le esigenze militari, per gli ucraini questa resistenza di poche migliaia di uomini, blocca un discreto numero di forze russe che sono costrette a mantenere circondata l’area dell’acciaieria e quindi non possono partecipare ad altre offensive, – ha proseguito Battisti – da parte russa eliminare completamente l’ultima sacca di resistenza significherebbe poter impiegare queste forze, c’è chi stima di 10mila uomini, verso il Donbass e in altre zone dove i russi stanno conducendo l’offensiva sebbene molto lentamente”.  

“Un ultimo aspetto, ma non meno importante, è probabile che gli uomini del battaglione Azov possano temere che i russi abbiano l’intenzione di non fare prigionieri – ha concluso Battisti – combattere fino alla fine per eliminare fisicamente tutto il reggimento”.  

 

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