Ucraina, Zelensky: “Né io né Kuleba invitati ad Ankara l’8 giugno”
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La striscia

(Adnkronos) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha rivelato che né lui, né il ministro degli esteri Kuleba sono stati invitati all’incontro dell’8 giugno ad Ankara in Turchia in cui si tratterà dell’esportazione del grano ucraino attraverso il Mar Nero.  

“Io non sono stato invitato e ad oggi non lo è stato neanche il ministro degli Esteri. Per noi è importante per esportare il grano che le navi siano scortate dalla flotta di un Paese o dell’altro. Ne abbiamo parlato sia con la Turchia che con la Gran Bretagna – spiega -. La Turchia sta cercando di individuare la modalità attraverso cui fornirci garanzie. Io credo che con questo intento si incontri con la Russia: ottenere da Mosca garanzie sulla sicurezza delle loro navi”. 

“L’Ucraina non è pronta a esportare grano attraverso la Bielorussia” ammette secondo quanto riporta l’agenzia ucraina ‘Ukrinform’, spiegando che “ci è stato offerto di attraversare la Bielorussia in treno e capiamo anche il perché. Non siamo ponti ad aiutare i nostri ‘amichevoli vicini'”. 

AZOVSTAL – “Più di 2500 combattenti ucraini che erano ad Azovstal ora sono i prigionieri dei russi” ha detto Zelensky nel corso della conferenza stampa di oggi. 

IL COLLOQUIO CON JOHNSON – Telefonata tra il presidente ucraino Zelensky e il premier britannico Boris Johnson, che oggi dovrà affrontare il voto di sfiducia. ”Gi ho raccontato della situazione al fronte”, ha scritto Zelensky su Twitter dicendo di aver ”ricevuto la conferma di un nuovo pacchetto di supporto alla difesa potenziato per l’Ucraina”. “E’ stata sollevata la questione dell’intensificazione del lavoro sulle garanzie di sicurezza. Insieme alla Gran Bretagna stiamo cercando modi per evitare la crisi alimentare e sbloccare i porti”.  

L’EX DEPUTATO DELLA DUMA – Durante un incontro con i giornalisti, Zelensky ha confermato che l’ex deputato della Duma di Stato russa Oleksandr Nevzorov aveva chiesto la cittadinanza ucraina. “So che voleva rinunciare alla cittadinanza russa perché sostiene l’Ucraina. Ne abbiamo parlato, è in lista – ha detto alla stampa locale il presidente -. Se possiamo scuotere la Russia, dobbiamo farlo. Credo che questa sia anche la nostra arma: persone di qualsiasi cittadinanza che sostengono l’Ucraina”. 

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