Forlini: “Speculazioni in atto da 2 anni oltre a impatto della guerra in Ucraina”
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La striscia

(Adnkronos) – “Sui prezzi delle materie prime dobbiamo essere chiari: oltre che ad aumenti derivanti dal conflitto Russia-Ucraina, dalla corsa all’approvvigionamento preventivo da parte della Cina ed alle difficoltà di produzione legate ai cambiamenti climatici, siamo di fronte a dinamiche speculative, in atto da quasi 2 anni, che devono essere fermate”. E’ quanto denuncia il presidente di Unaitalia, Antonio Forlini, durante l’assemblea dell’associazione che rappresenta oltre il 90% della produzione avicola nazionale.  

I dati forniti dalla Commodity Futures Trading Commission (Cftc) statunitense dimostrano infatti come i rincari su grano, mais e soia siano anche legati all’ingresso, da metà 2020, di investitori “non commerciali” nel mercato delle materie prime. Da allora i prezzi sono arrivati ai massimi storici, con valori raddoppiati rispetto alle medie del 2015-2020. Anche l’Indice Igc Grains&Oilseeds evidenzia una forbice del +80% tra i valori medi del 2015-2020 (1° semestre) e quelli attuali. “Così non è sostenibile. – continua Forlini – Fino ad oggi il settore ha tenuto testa alla crisi grazie al suo alto livello di integrazione verticale, ma siamo molto preoccupati per il futuro. I cambiamenti dello scenario mondiale, a livello sanitario, politico ed economico ci stanno insegnando l’importanza della sovranità alimentare e dell’accesso al cibo. E che non possiamo più dare per scontata la nostra autosufficienza, oggi al 108,4%, con una produzione nel 2021 di 1.374.000 tonnellate di carne (-1,14% sul 2020).  

“Occorre perciò abbandonare le logiche del passato in un’ottica strategica di medio lungo periodo, – sottolinea Forlini – che significa limitare la dipendenza dall’estero e garantire la nostra capacità produttiva, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili, dal Pnrr alla Pac, alle nuove tecnologie. Ma anche procedere verso una graduale transizione green che miri ad una sostenibilità durevole ed efficace guardando anche agli aspetti economici e sociali”.  

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