Gas, la partita di Snam e il modello Hera: la sfida della sostenibilità
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La striscia

(Adnkronos) – C’è un filo conduttore che parte da un’esperienza nell’economia circolare e nella sostenibilità, con il riciclo dei rifiuti e il biogas di Hera, e porta alla grande partita del gas che sta giocando l’Europa e al ruolo di Snam: è il profilo di Stefano Venier, il manager scelto da Mario Draghi per guidare la società delle infrastrutture dell’energia al posto di Marco Alverà.  

Friulano, 59 anni, Venier ha profondamente trasformato Hera negli ultimi sette anni. Era un’utility come tante altre, controllata da una cinquantina di Comuni in Emilia-Romagna, oggi è una realtà trans regionale, dopo l’espansione territoriale in Friuli, in Veneto e nelle Marche. Soprattutto, è un’eccellenza riconosciuta per gli standard raggiunti in diversi campi, a partire dalla raccolta differenziata e dal recupero dei rifiuti, con risultati economici considerevoli. Hera ha archiviato il primo trimestre 2022 con ricavi più che raddoppiati su base annua, a 5,312 miliardi (+133,8%). Arrivato nel 2014, Venier ha lasciato la società con una capitalizzazione di 5,8 miliardi di euro e oltre 9.000 dipendenti.  

I numeri dicono abbastanza ma il lavoro fatto negli anni sta trovando consistenza in una serie di passi avanti e di riconoscimenti. È stato inaugurato da poco a Ravenna un nuovo laboratorio, e può rappresentare una leva strategica di sviluppo per tutto il comparto: tecnologie all’avanguardia per l’analisi di rifiuti solidi, fanghi, microinquinanti organici ed emissioni in atmosfera, 550 analisi al giorno e 1,5 milioni all’anno, 2.800 mq con decine di professionisti altamente specializzati al lavoro. Il Gruppo Hera, intanto, continua a mantenere il primo posto nell’Integrated Governance Index. Si tratta del principale indice che misura l’integrazione di fattori ESG nella governance delle aziende e gestito da ETicaNews. Hera Luce è diventata società benefit. La controllata è tra le prime società di illuminazione pubblica in Italia ad inserire nel proprio statuto sociale l’impegno di produrre benefici per i suoi stakeholder.  

Ora, alla guida di Snam, Venier dovrà trasferire le sue competenze in una sfida che riguarda la sopravvivenza energetica del Paese. Snam è una delle società chiamate a contribuire alla creazione di una politica comune europea dell’energia. Partendo da una mission fondamentale. Parteciperà a un consorzio tra operatori per gestire stoccaggi comuni. Con le forniture di gas dalla Russia che arrivano a singhiozzo, e la corsa a fonti di approvvigionamento alternative, si tratta di un compito vitale. Così come lo sono gli acquisti di navi rigassificatrici. Snam ha acquistato per 330 milioni la Golar Tundra, una nave che può trasportare e lavorare il gas liquefatto. Ha una capacità di 5 miliardi di metri cubi e potrà sostituire il 13% dell’import da Mosca e dovrebbe essere operativa per la primavera del 2023. Va ancorata a largo di uno dei porti che sono agganciati alla rete locale, si pensa a Ravenna o a Piombino, e va costruito un gasdotto fino alla terraferma. Arriverà presto anche un’altra nave, come previsto dal piano del governo. Poi, ci sono le soluzioni strutturali. E Snam è impegnata nella verifica della fattibilità di un gasdotto sottomarino lungo 714 chilometri che dall’impianto di Barcellona dovrebbe far arrivare a Livorno dai 15 ai 30 milioni di metri cubi all’anno di gas, una quantità equivalente a quella importata ogni anno in Italia dalla Russia. 

Servono idee, progetti, e anche una grande attenzione alla sostenibilità. Per costruire, pur nell’emergenza, soluzioni che consentano di risolvere il problema della dipendenza dal gas russo senza compromettere la transizione ecologica.  

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