Zorzoli (Aiee): “Ecobonus, risparmi e rinnovabili contro caro gas”
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La striscia

(Adnkronos) – La causa dell’impennata del prezzo del gas in Europa si trova nei meccanismi del Ttf, il mercato del gas di Amsterdam, che ha esasperato la corsa delle quotazioni. Il consiglio straordinario dei ministri europei dell’Energia della prossima settimana dovrebbe quindi intervenire, riportando il Ttf alla normalità e sganciando le tariffe elettriche da quelle del gas. E’ quanto afferma Giovanni Battista Zorzoli, presidente dell’Aiee, l’Associazione italiana degli economisti dell’energia, contattato dall’Adnkronos. “Il vero problema è che il prezzo del gas in Europa, qualunque sia il fornitore, ha come riferimento il prezzo del Ttf, che in realtà ha volumi giornalieri molto modesti, qualche miliardo di euro. E’ un mercato del tutto artificiale che finora non è stato toccato perché fa un grande favore all’Olanda, che produce gas e lo vende a prezzi più alti. Tanto che l’Olanda è l’unico Paese dell’Europa occidentale ad avere una bilancia dei pagamenti attiva”, spiega.  

Un tempo, sottolinea l’economista, “l’approvigionamento dai fornitori era basato sui contratti ‘take or pay’, indicizzato sul prezzo del petrolio. Se oggi il prezzo del gas fosse ancora indicizzato sul petrolio avremmo aumenti inferiori al raddoppio rispetto ai livelli a cui siamo arrivati”. Ma, dice Zorzoli, “sono stati gli stessi acquirenti di gas che a un certo punto hanno deciso di passare al Ttf, che allora aveva un prezzo obiettivamente un po’ più basso dei contratti a lungo termine”, contratti nei quali “è implicita un’assicurazione, una garanzia di stabilità sia per il venditore e i suoi investimenti che per il compratore. Una scelta poco lungimirante che ci ha portati a questo punto”. 

Il consiglio straordinario dei ministri europei dell’Energia della prossima settimana “dovrebbe trovare buone motivazioni per convincere l’Olanda alla ragione e stabilire che quella borsa funzioni come tutte le borse del mondo”, possibilmente con meccanismi contro gli eccessi di rialzo.  

Nel breve periodo, intanto, si deve puntare su misure di risparmio ed efficientamento energetico. “Se si riducesse di un grado la temperatura nelle abitazioni e negli uffici, ritardando di un’ora l’accensione dei riscaldamenti, si potrebbero risparmiare fino a 3 miliardi di metri cubi di gas, che sui 76 miliardi che consumiamo non sono indifferenti”, sottolinea Zorzoli. Inoltre “basterebbe rendere più efficace e prolungare l’Ecobonus al 110%. Con l’Ecobonus, fatto non come è adesso ma rivisto in modo più serio e responsabile, si potrebbe ridurrebbe drasticamente il consumo di gas, soprattutto incentivando non le caldaie a gas ma le pompe di calore”.  

E se l’incremento dell’estrazione dei gas naturale dai giacimenti italiani è visto dal presidente dell’Aiee come un “intervento strutturale”, bisognerebbe invece “togliere tutti i lacci e lacciuoli allo sviluppo delle rinnovabili elettriche. Ci sono progetti per decine di Gigawatt, che, se venissero liberati, potrebbero ridurre drasticamente la produzione elettrica via gas nell’arco di tre o quattro anni”, conclude Zorzoli.  

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