Mostra Venezia, il regista di ‘The Kiev Trial’: “Mostrare orrori nazisti per non ripeterli”
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La striscia

(Adnkronos) – “Questo film con un impatto emotivo così forte può davvero aiutarci a pensare, a capire e a fare in modo che le cose non si ripetano. La Russia dovrà imparare, e dovrà anche pagare”. Così il regista ucraino Sergej Loznitsa ha presentato oggi a Venezia, Fuori Concorso, il nuovo documentario ‘The Kiev Trial’, che mostra allo spettatore le immagini inedite del processo contro i responsabili dei crimini di guerra nazisti contro il popolo ucraino durante la Seconda Guerra Mondiale, noto anche come la ‘Norimberga di Kiev’.  

Una grande ricerca di archivio per recuperare le immagini che “nessuno aveva mai mostrato, un materiale girato di tre ore, e guardandolo ho pensato che se ne potesse trarre un film importante, perché nessuno ricordava che questo processo fosse avvenuto e che si fosse concluso con una esecuzione pubblica in piazza con 200mila persone”, spiega il regista. Che osserva: “La storia si ripete quando non impariamo. Se non impariamo dalla storia, se non vogliamo apprendere, diventa difficile, servono energie per imparare a farlo”.  

Inevitabile il parallelo con la guerra in corso in Ucraina, che ancora non era iniziata quando il regista ha cominciato a lavorare al film: “Quando è partita la guerra tra Russia e Ucraina abbiamo cominciato a ripensare a 8 anni fa, e abbiamo visto ripetersi sempre le stesse cose -dice Loznitsa- Questo significa che davvero non abbiamo imparato. Questo lavoro storico è dunque importante che venga fatto”. La guerra da parte della Russia avviene “anche perché in Russia non c’è stato alcun pentimento. I russi non hanno mai chiesto scusa per il periodo stalinista, la piazza rossa di Lenin sta ancora là, dunque questo avviene perché non cambia nulla, il capo del Paese è uno del Kgb”, affonda il cineasta ucraino. 

Il fatto che le immagini dei crimini nazisti e del processo che ne è seguito non siano mai state mostrate “ha portato la Russia ad essere ciò che è oggi -è l’analisi di Loznitsa, che è autore, tra l’altro, anche di un film intitolato ‘Donbass’- Non c’è da sorprendersi, le persone hanno pensato che tutto fosse concesso, di avere abbastanza potere per decidere di fare ciò che hanno fatto. Senza questi processi in cui vengono esposti tutti i crimini le cose si ripeteranno”. Loznitsa analizza il conflitto in corso: “Credo che alla fine di questa guerra, che non so quando avverrà, ci dovrà essere un processo contro i crimini di guerra commessi dall’esercito russo in Ucraina”, osserva. Aggiungendo che quando avverrà “saremo dunque felici di fare un film su questo”. 

“Da una parte il materiale sembra girato adesso, il passato che diventa presente -dice il produttore associato Khrzhanovsky- e questo significa che rimarrà anche per il futuro la prova che qualcosa tanti anni fa è accaduto. Questo film avrà un impatto per la sua unicità artistica ma anche per la situazione attuale, perché capiamo che le cose che sono accadute rimangono nella storia per sempre, e ci aiuterà a capire qualcosa di noi stessi”. 

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