21.6 C
Los Angeles
martedì, Settembre 15, 2026

Studio: -4% emissioni entro 2030 con proteine alternative
S

La striscia

Il notiziario ogni 7 giorni nella tua casella di posta.

Italiaambiente, il quotidiano della biodiversità. Un luogo, la sintesi.

(Adnkronos) – Le proteine alternative rappresenteranno l’11% di tutto il consumo di proteine globali entro il 2035 e, con una spinta tecnologica degli investitori e delle autorità, potrebbero assorbire fino al 22% del mercato globale nello stesso arco di tempo, portando alla decarbonizzazione di 2,2 gigatoni CO2e, ovvero il 4% delle emissioni già entro il 2030. Se le proteine alternative dovessero addirittura sostituire il mercato totale delle proteine animali, le emissioni globali diminuirebbero di 6,1 gigatoni CO2e, l’11% delle emissioni attuali previste per il 2030. E’ quanto emerge dall’ultima edizione dello studio di Bcg e Blue Horizon ‘Food for Thought: The Untapped Climate Opportunity in Alternative Proteins’.  

“Se supportate dalla tecnologia, dagli investimenti e dalle autorità di regolamentazione, le proteine alternative hanno margine per raddoppiare la propria quota di mercato, sempre entro il 2035. Questo non ci stupisce considerando i passi da gigante fatti da questo tipo di prodotti in termini di accettazione da parte dei consumatori”, ha spiegato Lamberto Biscarini, Managing Director e Senior Partner di Bcg. L’indagine, condotta su 3.700 intervistati in 7 Paesi, ha rivelato che i miglioramenti nei valori nutrizionali, gusto e prezzo sono fondamentali per aumentarne la domanda: se venissero affrontate le maggiori inibizioni dei consumatori verso questi prodotti, la quota di intervistati che consumano esclusivamente o prevalentemente proteine alternative raddoppierebbe dal 13% al 27%, mentre il numero di chi le bilancia con quelle tradizionali aumenterebbe di quasi un terzo.  

All’apprezzamento da parte dei consumatori si aggiungono altri fattori che hanno alimentato i progressi del settore. Secondo il Good Food Institute, il capitale di rischio investito nelle proteine alternative è passato da 1 miliardo di dollari nel 2019 a 5 miliardi di dollari nel 2021, con un aumento del tasso annuo del 124%. Inoltre, stanno crescendo gli investimenti in aziende specializzate in nuove tecnologie come le proteine da fermentazione (+137% dal 2019 al 2021) e a base di cellule animali (+425%).  

Nel rapporto Food for Thought del 2021, Bcg ha stimato che il passaggio alle proteine alternative farà risparmiare 1 gigatone (Gt) di CO2 entro il 2035, ossia circa 0,85 Gt di CO2 equivalente (CO2e) a livello mondiale entro il 2030. Se le proteine alternative arrivassero a conquistare una quota di mercato del 22% entro il 2035, si potrebbe raggiungere una riduzione di 2,2 Gt di CO2e entro il 2030, che equivale a un potenziale risparmio compreso tra 100 e 160 miliardi di dollari; se infine sostituissero il mercato totale delle proteine animali, le emissioni globali di gas serra diminuirebbero di oltre 6 Gt CO2e, con un risparmio potenziale compreso tra 303 e 484 miliardi di dollari. 

“Questi dati rendono chiaro che si tratta di una grande opportunità per il settore alimentare: gli investimenti nelle proteine alternative producono un impatto del capitale impiegato (Ioce) superiore a quello che possono ottenere i corrispondenti investimenti di decarbonizzazione in altri settori ad alta emissione, come ad esempio il passaggio alle pompe di calore negli edifici più vecchi”, continua Biscarini.  

FLASH politica

Le ultime

381 fenicotteri ambasciatori della campagna europea per salvare le zone umide

Conta 381 esemplari il contingente di fenicotteri ospitati nei giardini zoologici e negli acquari italiani associati a UIZA, appartenenti a quattro...

Forse ti può interessare anche

Stay on op - Ge the daily news in your inbox