Banche, in tre anni attesi 82 mld di nuovi crediti deteriorati
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La striscia

(Adnkronos) – Torneranno ad aumentare i crediti deteriorati nei bilanci delle banche italiane. Nel triennio 2022-2024 sono attesi 82 miliardi di euro di nuovi flussi di crediti deteriorati, con un incremento di 10 miliardi, con un picco previsto nel 2023. È quanto prevede il Market Watch Npl di Banca Ifis, presentato durante i lavori di ‘Future Proof’, l’11esima edizione dell’Npl Meeting organizzato dall’istituto, svoltosi oggi a Villa Erba, Cernobbio, sul lago di Como. Alcuni elementi di stabilità dell’economia italiana, secondo il rapporto, potranno mitigare l’incremento: la ricchezza e il modesto indebitamento delle famiglie, la resilienza delle imprese che continuano a investire, gli interventi pubblici e il miglioramento della solidità e redditività delle banche che già alla fine del 2021 avevano raggiunto un Npe ratio del 4,1%, inferiore al target Eba del 5%. Un dato che alla fine di quest’anno, secondo le stime, scenderà al 3,2%.  

Il comparto italiano degli Npl ha visto crescere l’importanza del suo ruolo, consentendo alle banche di realizzare un notevole de-risking sui propri bilanci, con una stima di 357 miliardi di euro di portafogli Npe ceduti tra il 2015 e il 2022. A conferma della vitalità dell’industria degli Npl, secondo lo studio di Banca Ifis, anche una crescita continua dei ricavi dal 2013 al 2021 (+90%), che proseguirà con un incremento del 9% nel 2022 e del 4% nel 2023, con volumi elevati di vendita previsti (47 miliardi di euro di Npe nel 2023 e 33 miliardi nel 2024). Nei primi 9 mesi del 2022, inoltre, sono stati transati 22 miliardi di euro di portafogli Npl e Utp, mentre per l’intero 2022 sono attese transazioni Npl per 35 miliardi di euro, con il mercato secondario, ormai componente di rilievo, che rappresenta il 30%. 

L’industria della gestione dei crediti deteriorati “negli anni ha svolto un ruolo determinante per la stabilità del sistema finanziario e si è confermata una risorsa per il Paese”, ha detto Ernesto Fürstenberg Fassio, vice presidente di Banca Ifis.  

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