Abrogazione Reddito di Cittadinanza, il 2023 ultimo anno dei sussidi
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La striscia

(Adnkronos) – Salerno 25/11/2022 – Nel 2024 il reddito di cittadinanza sparirà: nel 2023, invece, il sussidio verrà erogato alle persone occupabili unicamente per otto mesi. La decisione è stata presa dal governo Meloni in seguito al Consiglio dei Ministri che si è riunito lo scorso 21 novembre. Il sostegno, nei prossimi mesi, verrà offerto a tutti coloro che possiedono i
requisiti, anche se avrà una durata massima di otto mesi per le persone che sono considerate in grado di lavorare. Il contenuto della manovra economica è molto chiaro: il provvedimento si applica soprattutto nei confronti delle persone che potrebbero lavorare o che magari lavorano già ma con stipendi tanto ridotti da poter in ogni caso ottenere il reddito di cittadinanza. 
Chi sarà colpito dalla decisione
 In totale la platea destinataria di questo provvedimento è composta più o meno da 800mila persone, tante delle quali con più di 50 anni e non in grado di ricollocarsi nel mondo del lavoro. Secondo ciò che è riportato nella manovra, verrà riconosciuto il reddito, per le persone di età compresa tra i 18 e il 59 anni, entro il limite massimo di 7 o 8 mensilità, e non per 18 mensilità rinnovabili come avviene adesso. Si tratta di persone che sono abili al lavoro e che però non devono avere nel nucleo persone a carico con 60 o più anni, minori o disabili. In più è stato previsto un periodo di partecipazione a un corso di riqualificazione professionale o di formazione di almeno sei mesi. Qualora tale requisito non venga rispettato, il beneficio del reddito viene meno. Non solo: si decade anche qualora la prima offerta congrua venga rifiutata. 
Il guadagno per lo Stato
 Grazie a questa stretta, lo Stato avrà modo di risparmiare in un anno circa 700 milioni di euro. A partire dal primo gennaio del 2024, dunque, il reddito di cittadinanza sarà sostituito con una riforma nuova di cui, tuttavia, non si sa ancora niente. Quel che è certo è che il sussidio, che era stato voluto dal Movimento 5 Stelle e introdotto dal primo governo di Giuseppe Conte nel 2019, verrà messo da parte dal governo Meloni. Si tratterà di una graduale uscita che andrà a braccetto con l’inizio di una riforma che potrebbe prevedere assegni da versare agli inabili al lavoro e alle categorie fragili. La riforma in questione, per le persone che sono in grado di lavorare, include dei programmi di collocamento al lavoro e di formazione. 
Nessuna variazione per il 2022
 Gli attuali percettori non devono temere cambiamenti almeno per queste ultime settimane del 2022: fino al 31 dicembre di quest’anno, infatti, nessuna variazione è in programma. Nel 2023 invece comincerà quello che il governo ha definito come un periodo di transizione mirato all’abolizione del reddito di cittadinanza. Dovrebbero rimanere tagliati fuori poco più di 400mila nuclei familiari, su un totale di un milione. Su una spesa totale pari più o meno a otto miliardi, il risparmio sarebbe di oltre 700 milioni di euro: soldi che saranno destinati a un fondo apposito finalizzato a finanziare la riforma per sostenere l’inclusione contro la povertà. Leggi qui la fonte articolo
 
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