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sabato, Febbraio 14, 2026

La smart mobility crea 135 nuove professioni: lo studio Randstad
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Le nuove possibilità possono portare anche nuovo lavoro: in tal senso la smart mobility non è sinonimo di perdita di professioni, ma anzi, di nuove opportunità aggiornate e sostenibili. Colmare il gap tra posti di lavoro in perdita e nuove acquisizioni è dunque possibile, anzi, auspicabile.

Quali figure serviranno?

La cosiddetta “rivoluzione verde” per il trasporto sostenibile dovrà avvalersi di tecnici e meccanici specializzati, ma non solo. Oltre ai 635 mila meccanici e specialisti di fabbriche e officine di riparazione, ci sarà anche bisogno di ben 135 nuovi ruoli professionali. Tra questi, spiccano i pianificatori di mobilità urbana sostenibile, change manager per la transizione ai nuovi sistemi, gestori di Maas (Mobility as a service), esperti di telediagnostica, sviluppatori di simulatori digitali per l’automotive e non solo. Tutte figure estremamente innovative. 

È quanto emerge dal rapporto “Le professioni per una rivoluzione buona della mobilità” elaborato da Randstad Research, il Centro di ricerca sul futuro del lavoro promosso da Randstad. Si tratta quindi di un ricollocamento capillare e soprattutto trasversale che coinvolge figure anche molto diverse tra loro, senza lasciare indietro operai, economisti, informatici, passando per artigiani e mobility manager.

Come specializzarsi al meglio in questo settore

La formazione spesso sarà specifica, ma ad oggi è possibile formarsi anche a distanza, grazie all’e-learning, beneficiando di una serie di vantaggi. Innanzitutto, la flessibilità: gli studenti possono accedere ai materiali didattici e seguire le lezioni da qualsiasi parte del mondo, adattando gli studi al proprio ritmo e alle proprie esigenze. Questo rende possibile conciliare gli impegni lavorativi o familiari con il percorso accademico. Inoltre, l’ampia varietà di corsi disponibili online consente agli studenti di scegliere tra una gamma diversificata di discipline, senza essere vincolati alla geografia delle università tradizionali. 

I costi di iscrizione spesso sono più accessibili, e gli studenti possono risparmiare tempo e denaro evitando trasferte e costi di alloggio. La tecnologia moderna, inoltre, offre molteplici opportunità di interazione tra studenti e docenti, creando comunità virtuali dinamiche. Ad oggi ci sono diversi istituti accreditati tra i quali scegliere, ma uno dei migliori su cui puntare, per specializzarsi in questo settore, è sicuramente l’università telematica Mercatorum, visto che propone un corso specifico sull’Ingegneria delle infrastrutture per la mobilità sostenibile.

Tra le altre facoltà da prediligere per entrare nel mondo della smart mobility ci sono l’Ingegneria dei trasporti e civile, con possibilità di progettazione dei sistemi di trasporto; oppure le Scienze Ambientali, che vanno dritte al cuore della nuova visione green dei veicoli; o, ancora, specializzazioni che riguardano i Big Data e le recenti intelligenze artificiali, le quali rappresentano una parte integrante che diventa sempre più fondamentale nei sistemi di trasporto smart. Infine, non devono mancare aggiornamenti continui per stare sempre al passo con i tempi che cambiano e integrano scienza ed ecosostenibilità in una sinergia possibile e concreta.

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