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Alberi e monumenti a fare da quinta: in Umbria torna “Pietre che cantano” 🗓
A

La striscia

“Pietre che cantano. Lo stigma del fuoco”. Torna la rassegna musicale di 22 concerti in 12 Comuni dell’Umbria, che toccherà – oltre al capoluogo perugino – Spoleto, Todi, Bettona, Città della Pieve, Castiglione del Lago, Cannara, Foligno, Campello sul Clitunno, Spello, San Giustino e Passignano sul Trasimeno. Suoni e voci rigorosamente senza amplificazione inizieranno la cavalcata il 10 marzo a San Giustino. A sostenerla e raccontarla, l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Leonardo Varasano.

“Definirlo un programma di concerto musicale sarebbe terribilmente riduttivo. “Le pietre che cantano” sono qualcosa di più complesso e stabiliscono un connubio in cui la musica è al centro, nello scenario meraviglioso delle nostre città. Come a Perugia farà da quinta il Convento di Monteripido, la Basilica di San Pietro e per la seconda volta, la Terrazza del Mercato Coperto. Dove la prima volta in cui si è suonato, c’era molto più pubblico di quello che potessimo ospitare. Ma soprattutto, dietro l’articolazione di questo programma di eventi, c’è il pensiero. C’è una concezione dell’arte. “Lo stigma del fuoco” è il sottotitolo ma in realtà è l’anima di questo programma culturale. Che viene declinato sia nella sua versione sacra che in quella profana, in una doppia veste che riguarda da vicino tutta la nostra terra. A partire da Assisi, che anche se non figura nella rassegna, è il fulcro di questo messaggio. Perchè per la face laica, il sacro è il sacro fuoco dell’arte, quello che ci muove, che ci aiuta e che ci permette di condividere la vita con gli altri, con quella bellezza. Poi però Cecilia Berioli, l’anima di Umbria Ensemble, si è già innestata da tempo in un processo che è anche di fede. Si è occupata della figura di Francesco e ci sta accompagnando al 2026, ottavo centenario dalla morte del Poverello di Assisi. In Umbria Ensemble non c’è nulla di improvvisato. C’è una profondità che è insieme di pensiero e di spiritualità. Non a caso le “stigma del fuoco” sono anche quelle di Francesco, che il 17 settembre del 1224 ricevette dal Serafino alla Verna il segno della Passione di Cristo. E non è un caso che il 29 settembre, dulcis in fundo, a Cannara (PG) si celebrerà – con Alessandro Brustenghi – proprio quell’episodio, con un progetto che si intitola “Stimmate”. E che non a caso sarà una delle primizie di questo percorso. Leggete questo programma e a se stante e in continuum. In un continuum che è di pensiero e di storia. Perché questa proiezione al 2026 riguarderà Assisi ma anche tutta l’Umbria. Perché tutta l’Umbria è puntellata dalla presenza di Francesco. 

Non solo musica, dunque. La meraviglia dell’arte in pieno, la bellezza delle pietre, la bellezza della spiritualità. E a questo aggiungiamo la bellezza delle relazioni. Che non è poco, è tantissimo: perché Cecilia Berioli e Luca Ranieri sono riusciti a mettere insieme una rete di relazioni intorno all’arte di grande armonia tra amministrazioni, delle quali non importa il segno politico. E questo lo dobbiamo a Cecilia, a Luca e a Sviluppumbria che ha dato gli struemnti per sorreggere un programma così prezioso”.

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