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lunedì, Gennaio 19, 2026

Settimo figlio per Wendy, record per la bradipa più anziana d’Italia
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È venuto alla luce tre settimane fa e sin da subito, è stato al centro delle attenzioni dello staff. Il piccolo bradipo didattilo nato al parco Natura Viva di Bussolengo è il settimo figlio della bradipa più anziana d’Italia, che supera i 20 anni di età. E che, se da una parte garantisce una solida esperienza di cure, dall’altra lascia aperta la possibilità che non abbia latte a sufficienza per il proprio piccolo. Un’ipotesi che sembra tuttavia lontana, poiché il neonato sta crescendo in forze grazie alle cure esclusive della mamma, che lo allatta e lo tiene al sicuro sul suo ventre. Un altro record per Wendy, affidata giovanissima al Parco dai Carabinieri Forestali nel 2010, oggi tra i sette esemplari più anziani d’Europa, che ha raggiunto una longevità e un numero di figli ineguagliati. La specie a cui appartiene sta affrontando una vera e propria lotta per la sopravvivenza, in uno degli ecosistemi pluviali più a rischio della Terra tra Colombia, Perù, Brasile e Venezuel.

“L’età molto avanzata della mamma – spiega Camillo Sandri, direttore zoologico del parco Natura Viva – ci impone un monitoraggio molto attento del piccolino anche se attualmente il suo peso è perfettamente regolare, vicino ai 400 grammi. L’allattamento sarà esclusivo ancora per qualche giorno, poi inizierà a mangiare i primi pezzetti di frutta e ortaggi direttamente dalle zampe e dalla bocca di Wendy stessa. Che ovviamente, trascorre la sua vita a testa in giù appesa ai rami, con una vita quotidiana appropriata al mammifero più lento del Mondo. Ancora qualche giorno di precauzione e li lasceremo uscire anche all’esterno insieme a El Griso, papà e compagno molto pacato”. Originario delle foreste pluviali del Sudamerica, il bradipo didattilo è una delle 6 specie di bradipo esistenti sul Pianeta. E, nonostante sia classificato “a rischio minimo” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), il suo declino sta procedendo rapidissimamente a causa di un’incessante deforestazione, che porta con sé urbanizzazione e infrastrutture stradali. Basti pensare che negli ultimi 20 anni, solo l’Amazzonia ha perso 3.71 milioni di ettari di foresta primaria umida. Un fenomeno al quale un mammifero lento come il bradipo, che ha bisogno degli alberi per dormire, mangiare, partorire e allevare i propri piccoli, non può far fronte da solo.

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